domenica 3 dicembre 2017

Bitcoin,denaro per un mondo limitato




Quale potrà essere il futuro del Bitcoin, denaro crittografato privo di un centro di controllo, il cui valore è cresciuto in un anno di un fattore 10, da circa 700 € a 7000 €? La banca BNP Paribas ha redatto un rapporto che conclude che l’avvenire del Bitcoin sarà limitato sia a causa della mancanza di un prestatore di ultima istanza, sia per la sua natura deflazionista: in quanto moneta sarà condannata al fallimento.
Contrariamente ad altre prese di posizione del mondo finanziario contro il Bitcoin, Questa si basa su degli argomenti strutturati. Sono convincenti ? Quale avvenire per la regina delle monete crittografate ?
Il Bitcoin in poche parole.
Il sistema Bitcoin è contemporaneamente una moneta e un sistema di pagamento – ovvero lo stesso strumento, un software di “portafoglio” permette contemporaneamente di possedere dei Bitcoins e di effettuare dei pagamenti in questa unità di conto a chiunque possegga un analogo software, dovunque si trovi nel mondo, con la sola intermediazione della rete internet.
In comune con le monete classiche ha la caratteristica di essere essenzialmente elettronico : solo una piccolissima parte degli euro o dei dollari esiste sotto forma cartacea di biglietto di banca, la parte essenziale è costituita da cifre binarie dentro ai computer, ed è anche il caso del Bitcoin che non esiste che come sequenza di cifre binarie. Il Bitcoin fa intervenire degli algoritmi crittografici, ragione per cui la si chiama moneta crittografica o cripto-moneta. È ancora suddivisibile, proprio come le monete ordinarie, e si può trasformare in milly-Bitcoins (mBTC) e fino al centomilionesimo di Bitcoin, il “Satoshi “.
La sua originalità, è che non fa intervenire nessun terzo garante e non è emessa da nessuna istituzione che possa servire come prestatore di ultima istanza :
⦁ Che cos’è un “terzo garante” ? È un’istituzione o un’impresa che serve da intermediaria durante una transazione. E in questo modo che qualunque pagamento tradizionale in moneta fa intervenire almeno una banca e alle volte due che gestiscono il conto di colui che paga e il conto di chi riceve il pagamento. Al contrario, il sistema Bitcoin non suppone alcun intermediario – permette di evitare qualunque banca per realizzare un pagamento, come anche per conservare i propri averi sotto forma di Bitcoin.
⦁ Che cos’è un “prestatore di ultima istanza”? È quello che emette il denaro, la banca centrale che la crea a piacere. Al contrario, la rete Bitcoin crea automaticamente e seguendo un ritmo definito in anticipo, dei nuovi Bitcoins, senza che alcun individuo nel gruppo possa cambiare nulla al proposito, neanche il suo creatore. Il numero massimo di Bitcoins aumenta lentamente a partire dai 16,5 milioni del novembre 2017 e non andrà mai oltre 21 milioni.
Bitcoin è stato creato nel gennaio 2009 da parte di una persona o di un gruppo di persone dietro lo pseudonimo di “Satoshi Nakamoto” e la data – che cade poco dopo la grande crisi finanziaria – permette di indovinare facilmente i motivi del Creatore o dei Creatori e dei promotori iniziali:
⦁ Il fatto che si siano diffidenti a proposito del “garante terzo” vale a dire delle banche, è perché molte banche sono state colpite dalla crisi mentre altre banche dovevano affrontare delle accuse di malversazione;
⦁ se vedono un pericolo nel sistema del “prestatore di ultima istanza”, è perché la Banca Centrale Americana (Fed), seguita da molte altre, ha cominciato a creare dei dollari per centinaia e poi migliaia di miliardi per distribuirli a degli istituti la cui sola qualifica per riceverli era di aver perso gigantesche montagne di soldi a causa di prestiti irresponsabili.
Dopo la crisi finanziaria, le grandi banche “troppo grandi per fallire” hanno ricevuto crediti praticamente illimitati dalla banca centrale statunitense, che ha creato per l’occasione tutti i dollari necessari.
Dopo la crisi finanziaria le grandi banche “troppo grandi per fallire “ hanno ricevuto dei crediti praticamente illimitati da parte della Banca Centrale Americana, che ha stampato per l’occasione tutti i dollari necessari.
Dai suoi inizi nel 2009, il sistema Bitcoin si è ingrandito passando da qualche gruppo di appassionati a numerose decine di milioni di possessori su scala mondiale, dall’acquisto di pizza presso un ristoratore compiacente all’accettazione da parte di centinaia di migliaia di commercianti e da un valore di meno di un centesimo di euro per Bitcoin fino a circa 7000 € al 22 novembre 2017.
È una semplice bolla finanziaria irrazionale ?
Numerosi alti dirigenti bancari hanno preso posizione contro il Bitcoin. Jamie Dimon, Amministratore Delegato di JP Morgan Chase, una delle più grandi banche mondiali sia per gli attivi di bilancio, sia per la capitalizzazione di borsa, era senza dubbio il più feroce , e metteva in guardia lo scorso settembre perché il Bitcoin era “una frode”, destinata a “esplodere in volo” e (diceva) “che avrebbe licenziato immediatamente” qualunque impiegato abbastanza “stupido” da acquistarne.
Senza dubbio, Dimon si è attirato qualche sarcasmo. Non solo, ma non era la prima volta che si lasciava andare ad imprecare contro il Bitcoin dato che aveva detto più o meno la stessa cosa due anni prima, assicurando che i fautori della moneta crittografica “stavano perdendo il loro tempo”, perché “nessun governo avrebbe tollerato questo a lungo” ; però nel frattempo non solo il corso del Bitcoin era esploso partendo dai suoi 300 € dell’epoca ma soprattutto il numero dei suoi utenti è aumentato tanto che un governo e non dei più piccoli, quello del Giappone, lo riconosce come mezzo di pagamento a tutti gli effetti.
Ma di più JP Morgan Chase è la banca che ha accettato di pagare il totale più elevato di multe per evitare le cause seguite alla crisi finanziaria, un totale largamente superiore a 25 miliardi di dollari dal 2014, senza contare anche le recenti condanne a pagare parecchi miliardi in aggiunta, per frode e altri delitti.
Jamie Dimon, PDG de JP Morgan, dice che il Bitcoin “E’ una frode”.
Inutile dire che quando Jamie Dimon, AD di questa banca dal 2005, ha deciso a sua volta di utilizzare il termine di frode per denunciare la moneta crittografata ovvero il Bitcoin si è attirato qualche sprezzante dileggio.
Jamie Dimon, Amministratore Delegato di JP Morgan Chase. Le Bitcoin : “una frode”.
Comunque, quali che siano le amenità degli uni e degli altri, resta che le inquietudini sulla valore del Bitcoin sono ben comprensibili. Un aumento di un fattore 10 nel giro di un anno assomiglia furiosamente a una bolla finanziaria, ovvero a un aumento smisurato dato che nuovi acquirenti sono attirati dall’idea che, poiché il valore è aumentato così rapidamente, sia probabile che continui a crescere, mentre la maggior parte degli detentori di Bitcoin rifiutano di vendere nella speranza che il valore cresca ulteriormente, e lo squilibrio tra la domanda e l’offerta aumenta ancora il valore della moneta. Questo genere di eventi normalmente si conclude con un clamoroso crac.
Perché è più complicato di così – Il Bitcoin ha un valore reale.
L’interpretazione del Bitcoin come una semplice bolla irrazionale – il cui prototipo sarebbe la speculazione sui bulbi di tulipano in Olanda nel 1637- pone però parecchi problemi.
Intanto una vera bolla finanziaria non si verifica che una volta sola e dopo che è scoppiata non può ricominciare nessuna nuova infatuazione, soprattutto non per lo stesso prodotto. Non abbiamo mai sentito parlare di una nuova bolla finanziaria sui valori Internet dopo il crac del 2000, e neanche su i crediti “subprime” dopo il crac del 2007. Invece il Bitcoin ha già visto numerose bolle… e vi è sopravvissuto. Così sono andate le sue quotazioni:
⦁ Ha raggiunto un picco superiore a 20 € nel giugno 2011… prima di cadere di più del 50%.
⦁ Nuova crescita furiosa fino a più di 200 € nell’ aprile 2013 … poi perdita Brutale di più del 60% di quel valore;
⦁ Ancora un boom fino a passare i 900 € nel dicembre 2013… seguito da una rovinosa caduta verso il basso, a meno di 200 € nel gennaio 2015;
⦁ Infine un aumento più o meno continuo partendo dall’inizio del 2016 fino a circa 1200 € nella primavera 2017, seguito da una salita verticale a 7000 € nel novembre 2017.
La struttura è evidentemente diversa da quella di una semplice bolla finanziaria. Sono stati toccati dei piani successivi sempre più alti, inframezzati da periodi di rapido ribasso, ma ogni volta il valore del Bitcoin ha finito per riprendere la sua crescita. La progressione è paragonabile a una sequenza “ Tre passi avanti seguiti da un passo indietro “ – o piuttosto tre salti in avanti e uno indietro, dato che sia le progressioni, sia i passi indietro sono ogni volta massicci, se si esprimono in percentuale. O molti milioni di persone stanno sbagliando pesantemente e per giunta in modo ostinato, dato che ricominciano e ricominciano ogni volta… oppure vi è un vero valore sottostante al sistema Bitcoin.
Bisogna ancora ricordare che la moneta crittografica -come le sue sorelle minori costruite su principi analoghi- dà evidentemente dei servizi concreti, indipendentemente dal fatto che abbia o no un futuro come moneta. Questi servizi danno alla rete Bitcoin un innegabile valore. Il Bitcoin permette in effetti dei trasferimenti rapidi di denaro a bassissimo prezzo e ovunque nel mondo.
Mentre i servizi di trasferimento di denaro più conosciuti e utilizzati per esempio da decine di milioni di lavoratori immigrati, usciti da Paesi poveri per sostenere le loro famiglie che sono rimaste in patria, possono correntemente fatturare il 2% o anche il 3% di aggio, in funzione delle destinazioni, lo stessa accredito può essere realizzato a un costo trascurabile se viene fatto unicamente in Bitcoin, e conteggiando anche il cambio avanti e indietro tra Bitcoin e la moneta classica, -sia dalla parte del mittente sia da quella del destinatario del trasferimento di fondi-, si arriva a oneri dell’ordine di 0,5- 0,6 per cento.
La fila davanti ad un ufficio di una nota società di trasferimento di denaro, in un paese povero.
È difficile considerare un mezzo di trasferimento dei soldi che costa assai meno della concorrenza come una semplice “frode”.
La coda davanti all’agenzia di un’azienda di trasferimento di denaro molto nota, in un paese povero, dove anche la maggior parte dei clienti è povera, e paga dei costi per il servizio che in funzione della destinazione possono superare il 3%.
Ma il valore aggiunto più importante che i creatori e i fautori del Bitcoin sperano di ottenere è un altro. Si tratterebbe di fare sì che prenda il suo posto a fianco delle monete fiduciarie -ovvero emesse da uno Stato e dalla sua banca centrale- come alternativa protetta contro ogni tentativo di controllo e di manipolazione. Si potrebbe pagare un abito, un libro o un pasto al ristorante in Bitcoin. Si potrebbe risparmiare e investire in Bitcoin. Questo è credibile ?
Gli argomenti dello studio BNP Paribas – Il Bitcoin ha forse un avvenire limitato ?
Contrariamente ad altri scettici nei confronti del Bitcoin, lo studio fatto da BNP Paribas ha prodotto una relazione organizzata. Anche se il rapporto completo non è disponibile in internet, le descrizioni che ne fa la stampa economica riducono le obiezioni sollevate sostanzialmente a due punti fondamentali: la questione del prestatore di ultima istanza e la questione della deflazione.
La questione principale che bloccherebbe un l’utilizzo del Bitcoin su grande scala sarebbe quella del “prestatore di ultima istanza”. È giusto dire che se si prestano dei Bitcoins a una istituzione e questa fa fallimento, non c’è nessun rimedio possibile. Durante la crisi finanziaria del 2008 le banche centrali hanno stampato dei dollari nuovi, degli euro, eccetera, ma nessuno sarebbe in grado di creare dei nuovi Bitcoin per compensare il fallimento di un “intermediario di fiducia”, che sia una banca o un’altra istituzione finanziaria, perché il sistema Bitcoin è stato precisamente concepito perché ciò sia impossibile!
Un proprietario di Bitcoins che li avesse prestati a una banca non avrebbe più nessuna speranza (di recuperarli), contrariamente al caso dei conti in euro che sono garantiti fino a un massimo di 100.000 €, anche se sarà bene non prendere questa garanzia per oro colato (letteralmente).
Ma gli argomenti dello studio inducono a varie osservazioni. Vi sono almeno due punti che possono indurre in un grave errore :
⦁ Se si posseggono dei Bitcoins, contrariamente a quello che lo studio sembra implicare, non si è obbligati a prestarli a una banca! Evidentemente al contrario degli euro o di qualunque altra moneta fiduciaria che non si può possedere se non prestandola a una banca, che li inscrive come “Avere” su un conto bancario (salvo trattenere qualche banconota presso di sé, ma è una cosa molto limitata). Dunque se una banca o un intermediario finanziario fallisce, questo non avrà conseguenze se non per colui che ha prestato i suoi Bitcoins, cosa che da parte sua è stata una decisione senza dubbio volontaria perché c’è un’alternativa semplice: tenerseli.
⦁ Suggerire che pagare una casa con dei Bitcoins metterebbe in pericolo chi ha preso il prestito, è un’inversione pura e semplice della realtà. È la banca che ha imprestato i fondi che sarà al contrario in pericolo! In effetti in caso di fallimento di un numero eccessivo di operatori immobiliari con relative linee di credito, non potrà contare sulla Banca Centrale per crearle dei Bitcoins di rimpiazzo – ovviamente se il prestito era in Bitcoins. Invece è proprio questo di cui le grandi banche coinvolte nei prestiti “subprime” hanno avuto bisogno, per evitare il fallimento dopo il 2008.
D’altra parte può essere auspicabile prestare i propri Bitcoins, perché è auspicabile imprestare il proprio denaro per “farlo lavorare” sostenendo l’attività economica, così come ci si può augurare di acquistare delle obbligazioni e delle azioni – il che significa in definitiva imprestare dei fondi a istituzioni e imprese perché li facciano rendere. Ed è comunque vero che obbligazioni valutate in Bitcoins non potrebbero beneficiare di nessuna garanzia da una banca centrale -se colui che prende a prestito non può rimborsare, il denaro è perso.
Sì ma… è così grave?
Da una parte c’è sempre il rischio di perdere il proprio investimento – salvo certamente quando si è una grande banca “troppo grande per fare fallimento” (“too big to fail”) e quindi si può dire agli Stati e alle loro banche centrali: “ se non create moneta per prestarcela, andrà a fondo tutta l’economia insieme a noi “.
D’altra parte, che c’è di male a far sì che il rischio inerente a qualunque investimento sia reso chiaro e netto agli occhi di qualunque prestatore? non è una ragione per non prestare, è invece un sano incentivo a prestare con gli occhi aperti, accettando esplicitamente il rischio piuttosto che illudersi su un investimento totalmente sicuro che nella realtà non può esistere. Questo significa anche che non si presteranno i risparmi per le emergenze, destinati a fronteggiare gli imprevisti, e che si chiederà una giusta remunerazione per il rischio che ci si accolla.
Bitcoin deflazionista – è un inconveniente un vantaggio in un mondo limitato?
Lo studio sottolinea ulteriormente e a ragione l’effetto deflazionista del numero massimo non superabile di Bitcoins fissato definitivamente.
Il problema è il seguente: se cresce l’economia, mentre la quantità di unità monetaria resta costante o quasi costante, il valore di ogni unità monetaria avrà tendenza ad aumentare, ovvero il prezzo dei beni espresso in questa unità monetaria avrà tendenza a diminuire. Si tratta dell’inverso dell’inflazione, da qui il nome di deflazione. Ma la deflazione ha per conseguenza di rallentare l’economia, perché tutti sono indotti a rimandare i propri acquisti quanto più possibile, per approfittare di prezzi ancora più bassi, e da qui una domanda più debole, minori attività e minore impiego, Dunque meno reddito e dunque ancora meno domanda, eccetera, in una spirale negativa.
Questa conseguenza legata alla generalizzazione del Bitcoin è uno scenario credibile. Dovremmo allora augurarci che il Bitcoin non si trasformi in moneta corrente accettata in tutto il mondo e non soltanto in Giappone, per evitare il rallentamento della crescita economica?
E se l’effetto deflattivo dato da una generalizzazione del Bitcoin non fosse in effetti un inconveniente… ma un vantaggio ?
Una moneta fiduciaria che si può espandere all’infinito come il dollaro o l’euro è molto adatta ad un periodo di crescita economica rapida come quella degli anni che vanno dal 1945 al 2008, ma l’umanità dopo la grande crisi finanziaria è entrata lentamente in un periodo di crescita più debole, che dovrebbe essere seguito da un rallentamento ulteriore della crescita, o anche dalla decrescita pure semplice, questo per delle ragioni di fondo che non hanno niente a che vedere con il denaro.
⦁ Esaurimento progressivo delle risorse, in particolare quelle energetiche, con un aumento strutturale continuo del costo di estrazione dell’energia, ovvero dell’energia che deve essere investita per estrarre un barile di petrolio o un metro cubo di gas in più: questo diminuisce progressivamente la percentuale dell’energia estratta che costituisce un vero guadagno.
⦁ Carenza nel dominare la complessità, sempre più evidente dalle difficoltà enormi per prendere decisioni importanti su scala mondiale – aumento del disordine politico – ed anche nella palese degenerazione dei “grandi progetti”.
⦁ Senza parlare ulteriormente dell’impatto sull’ambiente, i crescenti disagi che riguardano anche gli uomini, i danni alla natura provocati dall’attività industriale che tendono sempre più a superare i vantaggi che vengono dallo sviluppo.
Insomma l’umanità incontra e incontrerà sempre più dei limiti alla sua attività per il semplice fatto che il nostro mondo è limitato e così pure le sue risorse.  Bitcoin è in quantità strutturalmente limitata ed è ben adatto ad un mondo limitato, a un’economia mondiale che sempre più trova dei limiti e che dovrà ulteriormente adattarsi se vuole evitare improvvise decrescite brusche e catastrofiche.
Dunque è una monetache potrebbe adattarsi a un mondo che dovrà limitarsi per non andare in rovina – cioè un mondo dove specialmente le reti elettrica e internet resteranno complessivamente funzionanti dato che l’esistenza stessa del sistema Bitcoin ne è evidentemente dipendente.
La crescita infinita dei consumi materiali, in un mondo limitato, è impossibile. (E.F. Schumacher)
Solo se un collasso economico portasse a una riduzione brutale della società strutturata, sarebbe in pericolo l’esistenza e l’affidabilità delle reti – tal quale il collasso dell’economia post-Sovietica dopo il 1991 anche se per differenti ragioni- in tal caso Bitcoin non potrebbe più servire nè come moneta nè come sistema di pagamenti- ma in questo scenario estremo soltanto i metalli preziosi potrebbero prenderne il posto.
Nota finale sul Bitcoin come investimento…
Non c’è dubbio che in periodi di forti aumenti dei valori la domanda “bisogna comprare?” oppure “bisogna vendere?” riveste un grande interesse! (per chi ne ha).
Insistiamo su due punti essenziali :
⦁ Il sistema Bitcoin è in pieno sviluppo, ha già avuto un certo successo, presenta delle prospettive future attraenti, ma è tuttora sperimentale. La possibilità di estenderlo su una dimensione non di qualche milione ma di centinaia di milioni o anche di miliardi di utenti non è ancora dimostrata. Si può immaginare anche il fallimento del Bitcoin nel tentativo di diventare una vera moneta, oppure l’avvento di un’altra criptomoneta che lo soppianti.
⦁ Il valore di cambio della moneta Bitcoin dopo il 2011 ha già conosciuto almeno tre fenomeni di bolla, come abbiamo già detto. Niente garantisce che il valore raggiunto un giorno lo sarà ancora il giorno dopo, il mese dopo o l’anno dopo.
Ad ogni buon conto, nessuna persona ragionevole investirà in un sistema innovativo ma sperimentale più “di quanto non possa permettersi di perdere”.

lunedì 27 novembre 2017

Bitcoin persi



Bitcoin verso quota $10.000: come evitare di perdere milioni
Se pensate che state avendo una brutta giornata, mettetevi seduti e godetevi la lettura di queste cinque persone che hanno perso i loro bitcoin nei modi più stupidi possibili.
Con il valore del bitcoin che ha superato i 9.500 dollari e sembra intenzionato a superare i 10.000 molto presto, probabilmente entro la chiusura della seduta odierna, è sicuramente bene sapere cosa NON fare con i propri bitcoin.
Metodo 1: Dimenticare il pin del proprio portafoglio hardware
Cifra persa: 7,4 BTC (che adesso varrebbero più di 70.000 dollari)
Mark Frauenfelder acquistò 7,4 bitcoin all’inizio del 2016 – che allora aveva un valore di mercato di 3.000 dollari. Per salvaguardarli, acquistò un portafoglio hardware – essenzialmente, una penna USB che contiene le proprie chiavi private e permette di autorizzare transazioni senza esporre queste chiavi su internet. Il suo portafoglio, di marca Trezor, era protetto da un codice PIN a 6 cifre. Frauenfelder scrisse il suo PIN su un foglio di carta, che perse subito. Il suo Trezor, sfortunatamente, possedeva un meccanismo incorporato anti-decifrazione. Per evitare un algoritmo che crackasse milioni di combinazioni di PIN al secondo, il portafoglio richiese una pausa che cresceva esponenzialmente tra i tentativi di login falliti. Quindi, quando Frauenfelder provò una serie delle sue combinazioni a sei cifre, dovette aspettare 9 ore tra un tentativo e l’altro… La sua storia, come ha raccontato a Wired magazine, termina con il pagamento di una grossa somma ad un hacker per il recupero dei suoi BTC.
Metodo 2: Buttare via il proprio disco rigido
Cifra persa: 1400 BTC (che adesso varrebbero 13,3 milioni di dollari)
Sì, avete letto bene: un pover’uomo ha buttato via 1400 bitcoin, che aveva acquistato quando il BTC si scambiava per 1,5 dollari. Li aveva conservati in un portafoglio cold storage – un file di testo con una lunga serie di hash crittografici che rappresentavano una chiave di cifratura. Stava pulendo la propria casa, quando gettò accidentalmente la chiave USB, con i suoi BTC che allora valevano all’incirca 4.000 dollari. Fu un brutto danno, ma la cosa peggiorò quando il prezzo del bitcoin continuò a salire e salire e le monete in quella USB adesso equivarrebbero ad abbastanza soldi da consentirgli di non dover più lavorare. Questo articolo descrive in che modo abbia accettato la sua perdita – una lettura dolorosa.
Metodo 3: Aggiornare il proprio computer
Cifra persa: 150 BTC (che adesso varrebbero circa 1,4 milioni di dollari)
Questo povero utente di Reddit possedeva 150 BTC che conservava un portafoglio del suo computer, ma nel momento di dovere aggiornare il suo disco rigido se ne dimenticò. Il suo appunto scritto a penna avvolto intorno al vecchio disco rigido che ammoniva il suo futuro se stesso di “NON GETTARLO” non lo ha fermato dal buttarlo via comunque. Alcuni portafogli più recenti consentono agli utenti di ricreare un wallet utilizzando un seed di backup – ma non è di certo un pensiero confortante per l’utente reddit giustamente chiamatosi ‘me_is_idiot’.
Metodo 4: Dimenticarsi dei propri bitcoin minati
Cifra persa: 7500 BTC (che adesso varrebbero circa 71,2 milioni di dollari)
Nel 2009, James Howels decise di accendere il suo laptop Dell XPS N1710 per minare alcuni bitcoin. Erano i primi tempi, quindi il mining era una passeggiata. In dieci giorni aveva raccolto circa 7500 bitcoin (!), quando la sua ragazza gli disse che il suono della ventola del computer aveva iniziato a darle fastidio. Howells fermò il programma e si dimenticò prontamente delle sue criptomonete. Fu soltanto dopo aver buttato via il suo vecchio disco rigido che capì cosa aveva fatto. I suoi 7500 BTC varrebbero adesso più di 70 milioni di dollari – quindi, ogni volta che il bitcoin supera il suo prezzo record, James Howells ha probabilmente una giornata peggiore della vostra…
Metodo 5: Farsi hackerare
Cifra persa: “molti milioni”
Jared Kenna gestiva un’impresa online che accettava bitcoin. Era anche uno dei primi minatori e si dice possedesse grandi somme di BTC nascoste nel suo computer. Un hacker attaccò Kenna facendo uso di una tecnica di ingegneria sociale e convinse il suo operatore telefonico a trasferire il suo numero ad un altro gestore. Ciò gli consentì di resettare tutti i conti 2FA e rovinargli quindi la vita. L’hacker entrò nell’account windows e nel computer della vittima e rubò migliaia di bitcoin. Morale della favola: utilizzate il 2FA, ma eseguite l’autenticazione con un’app e non con il vostro numero di telefono.

mercoledì 8 novembre 2017

Sicurezza...questa sconosciuta

Bitcoin, blockchain rischia di essere hackerata tra qualche anno

La blockchain non è invincibile!
Tra 10 anni la tecnologia alla base di Bitcoin e delle altre criptovalute diverrà vulnerabile agli attacchi informatici sferrati da computer quantistici, una prospettiva che getta un’ombra minacciosa sulla sicurezza futura degli asset crittografici.
Questo almeno è quanto emerge dai risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori provenienti da Australia e Singapore. In altre parole: a partire dal 2027 (nel migliore dei casi) tutti i nuovi conti Bitcoin e tutte le nuove transazioni potranno essere hackerati, con buona pace della banca UBS, secondo cui l’economia mondiale è destinata a crescere di 300-400 miliardi di dollari grazie all’adozione diffusa della blockchain.
“I principali protocolli crittografici usati oggi per mettere al sicuro internet e le transazioni finanziarie”, si legge nel report, “saranno tutti suscettibili di attacco quando verrà sviluppato un computer quantistico abbastanza grande. Un’area particolarmente a rischio è quella delle criptovalute, un mercato che attualmente vale più di 150 miliardi di dollari”.
Nonostante l’algoritmo PoW (proof-of-work, il più diffuso tra le maggiori criptovalute) sia relativamente efficace contro i computer quantistici, ad allarmare gli esperti è un altro algoritmo, detto ECDSA (che sta per Elliptic Curve Digital Signature Algorithm), che viene considerato il punto debole della blockchain di Bitcoin e potrebbe essere craccato da un più veloce computer quantistico nello spazio di un decennio.
“Dobbiamo cominciare ora a pensare alle soluzioni” a prova di computer quantistico, sostiene uno dei responsabili del progetto, il dottor Marco Tomamichel della University of Technology di Sydney. Tra le opzioni prese in considerazione dallo studio ci sono l’algoritmo proof-of-work Momentum e alcuni algoritmi alternativi di generazione della firma.
Intanto la tecnologia dietro le criptovalute continua a raccogliere interesse tra le grandi società dei settori più disparati. È di lunedì l’annuncio della creazione di una nuova piattaforma blockchain, sostenuta da un consorzio che ospita al suo interno grandi società petrolifere (Royal Dutch Shell, British Petroleum e Statoil), istituti bancari (ING, Société générale, ABN Amro) e trading house.
Sui mercati i prezzi del Bitcoin sono molto altalenanti: dopo aver toccato i massimi assoluti a quota 7.600 dollari, le quotazioni della criptovaluta più popolare sono scese in area $6900 prima di riportarsi oggi pomeriggio a $7.500. Il balzo è stato scaturito dal rinnovato interesse per le attività di trading delle monete digitali in Cina e da un report di analisi tecnica di Goldman Sachs in cui si identifica a 7.941 dollari un obiettivo a breve termine.
Andamento altalenante ma in costante progresso per i prezzi dei Bitcoin nell'ultimo mese
Andamento altalenante ma in costante progresso per i prezzi dei Bitcoin nell'ultimo mese 



Questo è un articolo riportato su Wall Street Journal italia,che in parte ha ragione,ma gli hacker anche senza computer quantistici hanno sferrato attacchi notevoli riguardo furti milionari di criptovalute.Se volete essere sicuri di non essere hackerati c'è un solo modo anche ora,inutile spendere miliardi in sicurezza se poi diciamo questi "hacker" rubano lo stesso.Lavoro per chi ha il brevetto se qualcuno fosse interessato può contattarmi.Si tratta dai 1500 bitcoin a salire,più 50 bitcoin di commissione.Contatto:marossi8@tiscali.it

sabato 4 novembre 2017

Un'introduzione alla “rivoluzione di Satoshi”









La rivoluzione del 2009 è passata inosservata perché è stata pacifica, ordinata e profondamente tecnologica. Nel 2009 Satoshi Nakamoto rilasciò un software open source, chiamato bitcoin, con il quale effettuare trasferimenti peer-to-peer di ricchezza digitale su un registro immutabile e trasparente, chiamato blockchain.

Un nuovo modello avrebbe sfidato la realtà esistente e pacificamente l'avrebbe resa obsoleta. Invece di rovesciare un governo solo per sostituirlo con un altro, il nuovo modello ha reso irrilevanti tutti i governi attraverso una nuova tecnologia e una moneta privata, a differenza di qualsiasi altra cosa vista prima. I bitcoin si muovono senza interruzioni attraverso un mondo senza stati o confini, obbedendo solo ad individui che scelgono di fare affari l'uno con l'altro. Immune alla manipolazione delle monete e all'inflazione, non servono le élite a scapito della gente media; è una valuta del popolo. I trasferimenti sono pseudonimi con una notevole privacy, fornita da algoritmi di crittografia e funzioni hash. La blockchain è immutabile e visibile a tutti, e la rende immune alla corruzione.

In un attimo il mondo è cambiato per sempre.



Libertà contro Potere

Gli individui finalmente avrebbero ottenuto l'arma di difesa che a lungo è mancata loro, necessaria a risolvere quello che l'economista austriaco Murray Rothbard (1926-1995) definiva "il grande conflitto che si svolge eternamente tra Libertà e Potere". Gli individui avrebbero avuto una valuta privata valida che avrebbe consentito loro di diventare essi stessi la propria banca. Finalmente un percorso per sfuggire al denaro fiat manipolato e alle istituzioni finanziarie corrotte che avevano causato una crisi finanziaria globale solo due anni prima, la crisi finanziaria globale del 2007-2008. Sarebbe stato un percorso verso l'autonomia finanziaria.

Nel suo lavoro Conceived in Liberty (Volume 2), Rothbard offrì una visione più ampia dell'importanza della "libertà dell'individuo". Non è solo "un grande bene morale in sé" ma anche "la condizione necessaria per far fiorire tutti gli altri beni che l'umanità accoglie: la virtù morale, la civiltà, le arti e le scienze, la prosperità economica". Senza una valuta privata e un sistema bancario privato, cioè un sistema controllato dalla Libertà e non dal Potere, il potenziale umano stesso viene abbattuto.

Fino a bitcoin, questi prerequisiti per la libertà (la necessità di una moneta privata ed un sistema bancario privato accessibile a ciascun individuo) avevano ricevuto una scarsa attenzione. Le persone avevano marciato e sono morte sotto bandiere inneggianti a "Libertà", "Verità" e "Giustizia". Ma nessuna inneggiava ad una "moneta privata", nonostante non ci sia nulla di più importante per la libertà.

(Nota: il denaro ha tre usi tradizionali, è un mezzo di scambio, un deposito di valore e un'unità di conto. Valuta si riferisce al denaro in circolazione come mezzo di scambio.)

L'autonomia economica è il fondamento della libertà, senza la quale l'esercizio di altri diritti diventa problematico. La libertà di parola è inutile per un uomo che sta morendo di fame. La libertà di associazione non significa nulla per una cameriera che deve resistere agli abusi dei clienti per nutrire i propri figli. Un processo giusto è irrilevante per chi non può permettersi la medicina necessaria per vivere un altro giorno. La necessità fondamentale di ogni essere umano è quella di provvedere a sé stesso. Segue poi la libertà, così come la "virtù morale, la civiltà, le arti e le scienze".

La visione politica dell'individuo o della squadra conosciuta come Satoshi Nakamoto, è rimasta nel sottobosco dell'informazione per anni. Sviluppata da   cripto-anarchici e non coperta dall'oro o dagli stati, nessuna autorità se ne curò perché non presero sul serio bitcoin. Adesso sì, però. Le banche e le imprese si stanno adattando alla blockchain, perché riconoscono la sua incredibile potenza come strumento. Vengono rilasciati brevetti in quella che una volta era una comunità interamente open-source. Vengono arrestati trader per non avere l'autorizzazione. Un exchange viene sottoposto a sequestro dal Dipartimento di Giustizia per non avere i documenti richiesti sui cittadini americani. Gli stati stanno correndo per regolamentare bitcoin nel tentativo di controllare non solo i suoi profitti, ma anche il pericolo che tale criptovaluta rappresenta per loro.

Rothbard disse che "la Libertà è sempre stata minacciata dalle violazioni del Potere, il quale cerca di sopprimere, controllare, distorcere, tassare e sfruttare i frutti della libertà e della produzione". Il Potere lo fa perché è sempre stato minacciato dalla Libertà.

La visione di Satoshi Nakamoto sulla libertà individuale attraverso l'autonomia finanziaria, è sotto aggressione su diversi fronti. Le critiche includono:

  • Le criptovalute sono strumenti finanziari; chiamarle armi di autodifesa in una battaglia tra Libertà e Potere è una sciocchezza anarchica.
  • Solo i criminali hanno bisogno di questa riservatezza finanziaria; coloro che usano le criptovalute non regolamentate sono trafficanti di droga, evasori fiscali, trafficanti di sesso e simili.
  • Senza regolamentazione, una frode è inevitabile.

Questi sono i "bastoni" utilizzati per screditare le criptovalute; nessuno è valido. L'attacco più pericoloso, tuttavia, è la "carota": la promessa di rispettabilità.

La comunità criptovalutaria vuole che la blockchain e le sue valute siano ampiamente accettate. Alcuni vogliono espandere la libertà su base individuale fino a quando la libertà non conquisterà il mondo. Altri ritengono che i loro possedimenti ed investimenti possano aumentare di valore, in quanto gli stati e le istituzioni pubbliche inizieranno ad adottare ufficialmente le criptovalute. E la rispettabilità è considerata come la chiave per aumentare il valore.

Purtroppo la "rispettabilità" sta diventando sinonimo di "sanzione statale", quando invece i due termini andrebbero considerati come antonimi. Bitcoin era necessario proprio perché gli stati e le sue istituzioni associate stavano saccheggiando la ricchezza della persona media attraverso la manipolazione della valuta, l'inflazione, la regolamentazione ostruttiva, le tasse e altri magheggi finanziari. Hanno precluso alle persone la strada verso la prosperità attraverso licenze, brevetti, credito artificiale e restrizioni agli investimenti, monopoli e altri ostacoli burocratici. Gli stati sono il problema; non sono la soluzione e non la saranno mai. Incarnano il Potere nel "grande conflitto eterno" con la Libertà. La sanzione statale dovrebbe significare "vergogna" e non "rispettabilità".

Un ulteriore insulto è la chiara implicazione che la libertà non sia essa stessa rispettabile, che libertà e rispettabilità siano in conflitto tra loro. Questa è una falsa dicotomia, perché è vero il contrario. Nulla è più rispettabile di esseri umani che fanno affari pacificamente e onestamente con un vantaggio reciproco. Il contributo degli stati è solo la violenza.

La posta in gioco è alta, sia per la Libertà che per il Potere. Bitcoin offre agli individui la possibilità di privatizzare la propria ricchezza, ovvero, privatizzare la propria vita. In tal modo, bitcoin annuncia agli stati e alle istituzioni finanziarie che potrebbero perdere il loro monopolio sulla ricchezza, senza la quale sono impotenti.

Il tentativo del Potere di centralizzare e dominare le valute digitali è destinato a fallire grazie al decentramento intrinseco di questa tecnologia, ma può causare altri danni. Tale tecnologia non può essere fermata, ma gli individui che la utilizzano possono essere imprigionati e mandati in rovina. La protezione più sicura è quella di seguire la visione originale di Satoshi Nakamoto sul bitcoin. Coloro che la condividono saranno abbastanza fortunati da rivivere la rivoluzione.



Una rivoluzione senza spargimenti di sangue

È la quintessenza della rivoluzione politica. Contadini affamati assaltarono la Bastiglia perché l'oppressione li spinse oltre i limiti della resistenza umana. Ma cosa succede se questa immagine non è corretta? O incompleta? E se la forza più rivoluzionaria del mondo non sia la fame o la disperazione, ma la speranza e l'opportunità?

Il fenomeno dietro alla visione di Satoshi è chiamato "la rivoluzione delle aspettative crescenti". Il termine è diventato popolare dopo che la seconda guerra mondiale ha destabilizzato i governi di tutto il mondo; specialmente nel Terzo Mondo, le persone hanno iniziato a credere che il cambiamento per il meglio fosse possibile. La "rivoluzione delle aspettative crescenti" si riferisce ad una situazione in cui un aumento della prosperità o della libertà fa credere alle persone di poter avere una vita migliore per sé stessi e per le loro famiglie.

È una verità che il Potere ha sempre saputo. Le persone oppresse obbediscono perché credono che non esista un'altra opzione; nessun'altra azione potrà migliorare la loro vita. Il grigiore, la conformità e la paura consentono ai regimi totalitari di scongiurare le scintille di non conformità o di creatività, perché queste esprimono la scelta individuale e non possono essere controllate. Lo stesso vale per la speranza. Le persone speranzose riescono a controllare la propria vita perché considerano la libertà o la prosperità due facce della stessa medaglia. Questo spiega un'osservazione del sociologo ottocentesco Alexis de Tocqueville (1805-1859): la rivoluzione francese era più forte in quelle aree in cui il tenore di vita era in costante miglioramento.

Il concetto di "aspettative crescenti" può anche spiegare perché la rivolta sociale spesso si sprigiona in luoghi di opportunità piuttosto che in quelli di oppressione. Per esempio, le rivoluzioni provengono da studenti universitari privilegiati che credono che il cambiamento sia possibile e lo capiscono. I leader rivoluzionari provengono notoriamente da classi superiori o medie, e non condividono le esperienze di coloro veramente oppressi che pretendono di rappresentare. Infatti gli oppressi spesso rifiutano il cambiamento sociale. Marx li chiamò "lumpenproletariat" e disprezzava questa categoria sociale, poiché non comprendeva abbastanza il proprio interesse di classe tanto da ribellarsi.

Il problema principale con la maggior parte delle rivoluzioni è che finiscono male. La ribellione diventa violenta e viene comandata da forze non meno tiranniche di quelle che vengono rovesciate.

La rivoluzione di Satoshi non corre questo rischio. È del tutto pacifica. Bitcoin non affronta direttamente gli stati o le istituzioni corrotte; le scavalca e le elimina. Migliorando la vita degli individui, bitcoin è profondamente rivoluzionario. Il semplice atto di produrre di beni e servizi aumenta la libertà, perché genera scelte e consente alle persone di ampliarle. La rivoluzione di Satoshi è una delle aspettative crescenti. È una speranza e un'opportunità.

Qual è la visione di Satoshi Nakamoto?



Peer-to-peer

Bitcoin ha risolto il problema della "fiducia in terze parti".

Satoshi Nakamoto (ottobre 2008) scrisse nel suo white paper: "Quello che serve è un sistema di pagamento elettronico basato sulla crittografia invece che sulla fiducia, consentendo di effettuare operazioni a due parti disposte a farle senza la necessità di una terza parte affidabile". Il ruolo corretto di una terza parte affidabile è quello di consentire transazioni tra due partecipanti, autenticandole e fornendo altri servizi come il deposito in garanzia.

Le terze parti affidabili presentano diversi problemi. Uno è intrinseco. La parola "affidabile" implica che non sia sempre possibile per i partecipanti verificare se la terza parte opera per conto di sé stessa o per conto di essi. Se la verifica fosse sempre possibile, allora non sarebbe per niente sorta la necessità di affidabilità.

La fiducia in un altro essere umano che ha in gestione la vostra ricchezza è un'attività rischiosa, anche se conoscete bene l'altra persona. Quando una terza parte è un'enorme istituzione impersonale, come uno stato o una banca, il rischio aumenta. Le istituzioni si preoccupano del proprio interesse personale e della loro conservazione. In un libero mercato, l'interesse personale delle imprese, come la FedEx, è quello di servire i propri clienti per evitare di perderli a favore della concorrenza. Lo stato e gli altri monopoli, come il sistema bancario centrale, non hanno vincoli simili perché le persone sono costrette a trattare con loro; non esiste una reale concorrenza. Se un cliente ha bisogno di un conto bancario o di una carta di credito è intrappolato e deve accettare i termini di servizio che avvantaggiano il monopolio, non lui.

Gli agenti della terza parte non hanno bisogno di essere apertamente disonesti, perché le loro intenzioni non contano. I politici, i funzionari pubblici e i banchieri centrali possono anche credere di fornire un servizio prezioso che promuove il bene pubblico. Possono sorridere piacevolmente e tentare di essere utili. Ciò non influenza il contenuto di ciò che producono. La situazione è simile ad un uomo che lavora in un conservificio di tonno e poi un giorno decide di voler fare dolci. Fintanto che segue le regole del conservificio e utilizza le sue macchine, dovrà produrre una scatoletta di tonno e non una barretta di cioccolato. Finché i monopoli seguono le proprie regole, il risultato negherà la libertà e l'equità ai propri clienti.

Le intenzioni raramente sono onorevoli. I monopoli sull'affidabilità di terze parti sono notoriamente corrotti, altrimenti non diventerebbero monopoli che uccidono la scelta e la concorrenza. E, comunque, come può la gente vivere nel commercio e nella finanza internazionale senza un intermediario?

Satoshi Nakamoto ha risolto il problema con eleganza. Bitcoin consente agli individui di fare affari direttamente l'uno con l'altro su base peer-to-peer, senza terze parti in causa; i trasferimenti non possono essere invertiti arbitrariamente e quindi le due parti non hanno bisogno di fidarsi o di conoscersi. Bitcoin è una valuta "senza fiducia" nel senso migliore di questa parola, perché la fiducia diventa irrilevante. Poiché ognuno può mantenere i propri wallet, viene anche eliminata la necessità di utilizzare un deposito "affidabile" (cioè, una banca). Ogni utente diventa un banchiere di sé stesso, con i wallet che sono protetti da chiavi private ed impediscono ai ficcanaso e ai ladri di accedervi.



Decentramento

Gli economisti esaminano le caratteristiche che costituiscono una buona valuta, come l'accettazione diffusa, la durevolezza e la fungibilità, ma la caratteristica più importante viene spesso ignorata: chi la controlla? Chi decide quale sia una valuta valida e le regole con cui circola? Ci sono due alternative: la valuta è sotto il controllo centralizzato di un'autorità, o è sotto il controllo decentralizzato degli individui.

In una società primitiva in cui le conchiglie sono il mezzo di scambio, la cosa sarebbe probabilmente determinata dalla gente che scambia o da un consenso generale. La dinamica complessiva potrebbe somigliare alla centralizzazione convenzionale, perché un gran numero di persone agirebbe in modo analogo e rispetterebbe le stesse regole, ma in realtà sarebbe un'espressione del decentramento perché ogni individuo avrebbe facoltà di scelta visto che potrebbe ritirare il suo consenso in qualsiasi momento. Questa è la caratteristica del decentramento: l'individuo può ritirare il consenso e passare ad un'altra valuta senza essere punito.

La società moderna ha bisogno di un paradigma del tutto diverso, perché la sua complessità richiede un coordinamento. Le società avanzate, si sostiene, hanno bisogno di una centralizzazione forzata attraverso la quale il processo decisionale venga monopolizzato dai governi centrali che creano la moneta, eliminano la concorrenza, definiscono come circola e la usano per controllare la società attraverso pratiche come l'inflazione. Le persone che se ne infischiano delle regole sono punite perché la centralizzazione coatta è basata sulla violenza piuttosto che sul consenso.

Oltre all'immoralità di usare la violenza contro gli individui pacifici, ci sono almeno altre due obiezioni alla centralizzazione forzata. La prima è stata descritta in precedenza. Il governo centrale e le istituzioni alleate agiscono nel proprio interesse per il loro arricchimento e la loro conservazione, non nell'interesse degli individui.

La seconda obiezione è empirica ed utilitaristica. Nel suo discorso per il Nobel del 1974, "La pretesa di sapere", l'economista liberale classico Friedrich Hayek (1899-1992) spiegò: "Il riconoscimento dei limiti insuperabili della sua conoscenza dovrebbe ... insegnare allo studente della società una lezione di umiltà la quale dovrebbe impedirgli di diventare complice nei tentativi dell'uomo di controllare la società; un tentativo che non solo lo rende un tiranno nei confronti dei suoi compagni, ma anche il distruttore di una civiltà che nessun cervello ha progettato ma che invece è cresciuta dagli sforzi di milioni di individui".

Nessuno ha abbastanza informazioni sui milioni e milioni di transazioni quotidiane per centralizzarle o controllarle efficacemente. Anche se fosse possibile, gli esseri umani e le circostanze sono imprevedibili; quello che era vero ieri non sarà vero oggi. In breve, Hayek credeva che l'ingegneria sociale distruggesse la società, perché impone l'ignoranza invece di permettere a coloro che conoscono il proprio interesse personale di agire di conseguenza. Una società sana è il risultato dell'azione umana, ma non della progettazione umana.

Una tesi a favore della centralizzazione recita: se ogni individuo persegue il proprio interesse personale, allora ci sarà solo il caos. È vero il contrario. Il filosofo inglese Herbert Spencer (1820-1903) argomentava contro l'idea che l'ordine sociale fosse prodotto dal coordinamento attraverso la legge. Invece l'ordine è nato naturalmente dalle "cooperazioni spontanee degli uomini che perseguono i loro scopi privati".

Spencer metteva al confronto due forme di ordine: soldati che marciano e l'ordine spontaneo. Quest'ultimo può assomigliare al caos. Consideriamo un grande magazzino durante le festività di Natale. Una persona fuori campo che osserva la scena vedrà persone che corrono in direzioni diverse e talvolta si spintonano l'una l'altra. Vede che gli acquirenti prendono un elemento solo per poi rimetterlo in un posto simile; prendono un capo d'abbigliamento solo per metterlo in un armadio. Gli impiegati vanno avanti e indietro per rispondere alle domande dei clienti. La scena appare anarchica nel senso peggiore del termine.

Ma l'osservatore sta in realtà vedendo una versione sofisticata di un'ordine spontaneo con il quale tutte le parti in causa raggiungono pacificamente i propri obiettivi senza coordinamento. Il negozio vuole vendere le sue merci; i dipendenti vogliono mantenere il proprio lavoro; i clienti desiderano doni. Quello che sembra essere un formicaio, è il comportamento cosciente di individui che beneficiano involontariamente l'uno dell'altro. Senza gli acquirenti durante le festività di Natale, il grande magazzino potrebbe fallire; gli impiegati perderebbero i loro posti di lavoro; i clienti avrebbero meno opzioni. Il "caos" visto dall'alto è il libero mercato che opera per soddisfare le esigenze delle persone senza pianificazione centrale, senza coordinamento.

Bitcoin è simile. Il suo decentramento dipende da un consenso da cui tutti sono liberi di ritirarsi senza punizioni. I partecipanti devono conoscere solo le proprie transazioni e sono tutte raccolte nella blockchain. Quello che può sembrare il caos è una sofisticata forma di ordine che funziona a vantaggio di tutti.



Privacy

La privacy di bitcoin è imperfetta. Fornisce pseudo-anonimato piuttosto che anonimato totale, ma offre un forte livello di protezione contro gli stati e altre minacce. E ci sono strumenti per aumentare questa protezione.

La privacy e la libertà sono intimamente connesse. Immaginate un mondo in cui il reddito non venga segnalato; come potrebbero essere raccolte le tasse o congelati i conti bancari se il governo centrale non sa cosa avete o dove ce l'avete? Se la registrazione di eventi della vita, come la nascita o la frequenza scolastica, fosse facoltativa, come potrebbero essere coscritti militarmente i vostri figli? Se non fosse richiesto alcun permesso per aprire un'impresa, come potrebbe essere regolata? La macchina statale è paralizzata senza informazioni su chi siete e cosa fate. Ecco perché l'appetito statale per i dati è vorace. Sapere è potere.

Oggi l'occupazione, la finanza, la medicina, l'esercito, l'istruzione, gli immobili, il matrimonio, i telefoni, i viaggi, Internet, le automobili e la famiglia, o vengono monopolizzati dallo stato o quest'ultimo vi ha un facile accesso. Bitcoin offre un paradiso di privacy basato sugli algoritmi. Quando un wallet invia un pagamento ad un altro, la chiave pubblica/privata viene decodificata dalla chiave pubblica/privata del destinatario. La crittografia protegge la transazione da intrusioni o furti.

È la visione di Satoshi Nakamoto: un sistema economico peer-to-peer e decentrato che consente all'individuo di evitare la corruzione dell'attuale sistema. Permette alle persone di privatizzare la propria vita. Poche cose, oltre alla stampa di Gutenberg, hanno offerto tale libertà e opportunità all'individuo. Ciò resterà vero solo se suddetta visione sarà sostenuta, e non compromessa, da coloro che cercano rispettabilità attraverso la sanzione statale.



Conclusione

Questa introduzione si è concentrata sul "singolo individuo", ma il contributo di bitcoin alla società civile è immenso. Nessuno ha mai catturato la dinamica di come l'interesse personale non coordinato avvantaggi la società meglio del filosofo francese Francois Marie Arouet de Voltaire (1694-1778).

Nel suo Lettere riguardanti la nazione inglese, Voltaire esplorava il perché nelle strade di Londra ci fosse un'estrema tolleranza religiosa rispetto alle strade di Parigi. Non era dovuto alle leggi o alla storia. Le leggi britanniche favorivano fortemente la chiesa d'Inghilterra e la persecuzione passata aveva spinto i pellegrini ad intraprendere un viaggio verso il Nuovo Mondo. La differenza fondamentale tra l'Inghilterra e la Francia, concluse Voltaire, si poteva trovare nel commercio relativamente libero grazie al quale le persone si occupavano l'un l'altra spinte dall'interesse personale.

Permettendo un flusso libero di commercio e ricchezza, bitcoin arricchisce non solo gli individui ma anche la società civile, perché la libertà finanziaria è la quintessenza della tolleranza. Alcuni utilizzatori di bitcoin scelgono l'anonimato, mentre altri pubblicano apertamente le loro identità. Alcuni sono individualisti, mentre altri sono socialisti. Le differenze di ideologia, religione, razza o stile di vita, sono irrilevanti per le transazioni e per il continuo sviluppo delle criptovalute. Le persone si aggregano spinte dal profitto personale, sia esso espresso in termini monetari o in termini di indipendenza, libertà.

E tutti sono soddisfatti.

lunedì 23 ottobre 2017

LA BLOCKCHAIN AIUTA AD OTTENERE LA FALSA INDIPENDENZA DAI POTERI FORTI



 questo articolo sara' di attualita' per il prossimo decennio RICORDATEVELO...
La blockchain aiuta i controlli permettendo la decentralizzazione. Un'aria di FALSA liberta' spira in europa a partire dalla brexit passando dalla catalunia e il nostro povero veneto.
un mondo di schiavi anela la liberta'...La blockchain è l'ennesimo oppio dei popoli!
autonomie locali : europa pronta allo spezzatino!Ma ricordatevi, sono i poteri forti che lo vogliono !
cosi come accadde in tempi non sospetti per l'Inghilterra che ha chiesto la separazione del controllo centrale europeo..
Una scelta che vi ricordo fu voluta dai poteri forti inglesi e non, come vorrebbero far credere, da vecchi inglesi retrogradi.
La crescita economica passa dalla disintermediazione della burocrazia dei governi e delle banche e dalla disintermediazione dei grandi intermediari internet.
I poteri centrali possono finalmente concedere piu' liberta' ai governi locali decentrati PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE POSSONO  CONTROLLARE TUTTI I FLUSSI GRAZIE AL REGISTRO PUBBLICO BLOCKCHAIN.
Nessuna nuova liberta' o fiducia nelle persone e nelle strutture decentrate ma solo verso i canali certi e fiduciari della blockchain e ...del bitcoin o altre cripto valute controllate
 La indipendenza della regione di Barcellona è una cosa che si fara'. Cosi come anche il Veneto otterra' indipendenza.
In realta' è una FALSA LIBERTA' E INDIPENDENZA. si tratta solo di disintermediare certi soggetti diventati costosi e di sostituire ai controlli umani corruttibili e potenti, i controlli di un freddo registro pubblico immutabile e fiduciario
  Il mondo vuole aumentare la DECENTRALIZZAZIONE per spezzare il controllo centrale che blocca la crescita. La blockchain permette controlli expost e disintermediazione del governo centrale senza perdere la fiducia (e quindi il controllo vero) . I poteri forti possono finalmente permettere agli schiavi di sentirsi piu' liberi, in realta' con la blockchain li possono controllare ancora di piu' grazie al registro pubblico!
LA LIBERTA' SI OTTIENE SOLO SPOSTANDOSI A VIVERE IN AREE DEL MONDO MENO CONTROLLATE E OPPRESSIVE O ENTRANDO A FAR PARTE DELLA RISTRETTA CERCHAI DELLA ELITE DEL POTERE...
LA BLOCKCHAIN E' UNA SEMPLICE ILLUSIONE...PER LE MASSE ....CONVINTE DI ESSERE PIU' LIBERE...
in realta' i vantaggi per i poteri forti sono numerosi
1) far tornare la voglia di crescere alle masse che sis sentono meno oppresse
2) abbattere i costi di intermediazione 
3) ridistribuire la ricchezza 
4) aumentare la crescita ECONOMICA e la velocita0' di circolazione della ricchezza
5) sminuire il peso dei debiti 
i vantaggi per l'individuo:
1 : SFRUTTARE LA CRESCITA DEL MONDO CRIPTO PER ARRICCHIRSI E CONQUISTARE LA LIBERTA' VERA.

giovedì 5 ottobre 2017

Le ICO non verranno sconfitte









Assolutamente nessuna regolamentazione, nessun numero di articoli belligeranti, nessuna pletora di denunce fuoriuscite dalla bocca di pezzi grossi, impedirà alle ICO di distruggere completamente il modo in cui le aziende raccoglieranno fondi in futuro.

Il mercato delle criptovalute è stato un successo senza il minimo aiuto dello stato o dell'establishment finanziario. Lo sappiamo già, l'abbiamo visto. Il genio è fuori dalla lampada.

Ma ora è in corso la controrivoluzione, con gli stati che muovono battaglia, i portavoce dell'establishment che cercano di spaventare i mercati e le istituzioni finanziarie che denunciano tutte le perturbazioni nel loro settore. È un attacco coordinato.

Quindi è giunto il momento che la gente sappia esattamente cosa sia una ICO. Si tratta di una Initial Coin Offering, un token utilizzato affinché gli investitori esprimano il loro interesse pecuniario in idee che si rivolgono alle imprese. Il numero di ICO quest'anno supera di gran lunga le Offerte Pubbliche Iniziali di società pubbliche (quelle che sembrano sulla strada verso l'estinzione) e battono la capitalizzazione di mercato dei fondi di venture capital.



Una spiegazione stramba

Ma prima di arrivare alla spiegazione completa, consideriamo questa descrizione brillante, evocativa e ridicolmente ingannevole di Kevin Roose sul New York Times.

Immaginate che un vostro amico stia costruendo un casinò e vi chieda di investirvi. In cambio ottenete chip che possono essere utilizzate sui tavoli del casinò una volta terminato. Ora immaginate che il valore delle chip non sia fisso e invece fluttui a seconda della popolarità del casinò, del numero di giocatori e dell'ambiente normativo per i casinò. Oh, e invece di un amico, immaginate che sia un estraneo su Internet che potrebbe usare un nome falso, che forse non saprebbe come costruire un casinò e a cui probabilmente non potete fare causa per frode se rubasse i vostri soldi e li usasse per comprare una Porsche. Questo è una ICO.

Dopo aver letto questo passaggio, potreste sospettare che una ICO sia una truffa che si rivolge a quella fetta di popolazione molto suscettibile alle lotterie, ad esempio. Ma se avete ricevuto la newsletter di Goldman-Sachs lo scorso agosto, avreste scoperto qualcosa di leggermente diverso: a giugno di quest'anno le ICO hanno raccolto $450 milioni, i quali superano l'importo dei fondi di venture capital. La stessa cosa è accaduta nuovamente a luglio. Il totale raccolto dalle ICO quest'anno è di $1.5 miliardi.

Le ICO sono pronte a superare non solo le fonti di finanziamento convenzionali, ma anche a sostituirle completamente. Questo è ciò che fanno le innovazioni: sostituiscono quello che è venuto prima, che agli esperti piaccia o no.



Perché funziona

Perché questa strategia per raccogliere fondi per nuove imprese funziona così bene? La considerazione più evidente è basse barriere all'entrata. Chiunque può organizzarla e chiunque può comprare, indipendentemente dalla sua posizione nel mondo. C'è un bacino di investitori che può aggirare le macchine normative nazionali, impossibilmente costose e complesse.

Che il mercato sia perlopiù deregolamentato e decentrato, e quindi più attivo ed efficace, è di per sé interessante. Nessun settore è più pieno di miti riguardo la "protezione dei consumatori" di questo; infatti sembra difficile da credere, ma la base della casa degli orrori della SEC è che è tutto necessario per proteggere le persone dai capitalisti rapaci.

Per quanto ne so, i regolatori ci credono per davvero.

Ma i grandi giocatori la pensano diversamente. Lo scopo del macchinario nazionale è quello di proteggere i pezzi grossi contro i concorrenti più piccoli. Dal punto di vista dell'establishment, solo alcune persone dovrebbero essere autorizzate, mentre altre dovrebbero essere tenute fuori; proprio per questo ci sono sempre meno società che sono nella posizione privilegiata di presentarsi sul mercato pubblico ed ottenere finanziamenti.

Nulla offre un tale collegamento tra imprenditori e finanziatori come in un libero mercato, ma da molto tempo i mercati finanziari non sono liberi. Le ICO rappresentano un tentativo di risolvere tal problema.



Nuova tecnologia

E la soluzione è assolutamente ingegnosa. Si basa su mercati decentrati che vivono su Internet, combinati con l'invenzione di nuovi token che hanno tutte le qualità del denaro tradizionale, dipendendo interamente dalla domanda e dall'offerta, e fungono anche da asset per il protocollo della società stessa. Questi token consentono alle aziende di finanziare le operazioni iniziali nello stesso modo in cui lo fanno GoFundme, Kickstarter o Indiegogo, ma senza il costo elevato di tali piattaforme e il rischio che i fondi saranno bloccati da interventi normativi.

Le ICO utilizzano la tecnologia della blockchain, un sistema che documenta le rivendicazioni di proprietà in cloud, creando registri immutabili non conservati da una fonte centralizzata ma piuttosto condivisi tra tutte le parti interessate. Questo crea il tipo di fiducia che è necessaria per il commercio, ma non richiede il tipo di fiducia che gli intermediari finanziari tradizionali insistono sia necessaria per svolgere una qualsiasi attività.

I cambiamenti nei diritti di proprietà sono confermati continuamente e sono resi possibili da unità digitali chiamate token. Ma questi token si comportano sia come denaro sia come azioni dell'azienda, o, più precisamente, come espressione di interesse nella proprietà, analoghi ad un certificato azionario digitale che fluttua in valore. Non sono del tutto conformi al modo in cui funziona un qualsiasi asset finanziario oggi. Si tratta davvero di qualcosa di nuovo perché, beh, tutto questo è una nuova invenzione.

Mi rendo conto, però, del perché le persone siano un po' allarmate, come quelle che lo erano nei confronti della combustione interna, l'elettricità, il volo e anche il fuoco. Tutte le cose nuove sembrano improbabili e vagamente pericolose in un primo momento. Tuttavia per quanto sia nuova la tecnologia, la necessità che incontra -- stabilire e documentare in modo più affidabile i diritti di proprietà -- risale ai primi giorni dell'esperienza umana stessa.



Fiches per il poker

Ho detto che l'analogia delle chip per il poker è ridicola. In realtà, non del tutto. Diciamo che vorreste farlo realmente, ovvero, vendere in anticipo le chip del vostro casinò e stabilire un modo in cui il loro valore si può spostare rispetto alle valute esistenti. Che cosa ci sarebbe di male? Ora non è permesso, naturalmente, probabilmente sembra folle. Ma in realtà, in un mercato libero, questo sarebbe permesso.

Che dire invece del tipo che scappa con i soldi e non costruisce il casinò? Beh, siete liberi di chiedere i soldi indietro se potete. Ma, soprattutto, probabilmente dovreste imparare una lezione: non buttare i soldi al vento.

È lo stesso con i mercati delle criptovalute. Alcuni token rappresentano idee brillanti, ma molti sono pump/dump, monete senza progetti o truffe palesi. Qui c'è un paradosso però: i truffatori sono anche imprenditori e vanno a caccia di idee sempre più redditizie. Ecco perché si stanno interessando allo spazio delle criptovalute.

E indovinate un po'? Il 100% di tutti coloro che sono coinvolti in questi mercati lo sanno. Alcune persone perdono... la prossima volta saranno più fortunate. Altre si sono arricchite, scommettendo su piattaforme brillanti che stanno utilizzando la tecnologia blockchain per portare nuovi standard di chiarezza, verità ed efficienza alla vita di tutti i giorni.

Lo stato dovrebbe regolamentarli per proteggere il consumatore? Se ci fosse stata la minima possibilità che lo stato avrebbe potuto farlo, è decisamente certo che l'avrebbe fatto. Ma nessuna struttura regolatrice è più propensa ad essere catturata dagli interessi particolari di quella che regola i mercati finanziari. Ogni intervento verrà utilizzato per conto dei pezzi grossi per scansare i consumatori ed i concorrenti più piccoli.



Laissez-faire

Per questo motivo lo stato dovrebbe restarne completamente fuori (e lo dico pur sapendo che il mio annuncio finirà nel vuoto, perché non gli impedirà di intromettersi in ogni caso).

Attualmente esistono molti progetti che stanno portando stabilità a questo settore. Se un mercato si è dimostrato capace di auto-regolamentarsi, è proprio quello delle criptovalute. È emerso spontaneamente con l'apparizione di bitcoin nel 2009 e si è sviluppato gradualmente nel modo in cui i mercati si suppone debbano svilupparsi. Di conseguenza crescerà anche la capacità del settore di regolarsi man mano che cresceranno la conoscenza e la sofisticazione.

È stato d'ispirazione poter guardare questo settore nascere dal White Paper del novembre 2008 fino ai più recenti sistemi peer-to-peer di gestione dei portafogli che utilizzano smart contract. Tutto è avvenuto in nove anni, dopo un periodo in cui la credibilità dei regolatori convenzionali, delle banche e delle grandi istituzioni finanziarie è stata spazzata via durante le crisi che cambiano i paradigmi.

Nessuno sa come finirà questa storia, ma una cosa la sappiamo: non si può tornare indietro.