giovedì 8 febbraio 2018

Minare bitcoin è costoso, proprio come l'estrazione dell'oro








La critica classica al gold standard è che era troppo costoso. Perché si sprecano risorse per attrezzarsi, scavare nelle montagne alla ricerca disperata di risorse limitate e poi stiparle nel Dipartimento del Tesoro?

È semplicemente sciocco. Sappiamo come fare i soldi: li stampiamo. È molto più economico stampare che estrarre qualcosa dal terreno. Uno standard cartaceo ci farà risparmiare un'enorme quantità di risorse che potranno essere dirottate per altri scopi.

C'è una certa plausibilità in fin dei conti. Sappiamo come fare affinché i sostituti del denaro sembrino funzionare altrettanto bene come quello che chiamavamo propriamente denaro. I costi delle operazioni minerarie sono enormi e la scoperta di nuovi depositi deve essere finanziata; senza contare che drena risorse finanziarie e temporali, tutto per trovare ciò che sappiamo funzionerà peggio rispetto a carta e inchiostro.



Keynes contro l'oro

J. M. Keynes era d'accordo. Scrisse una monografia nel 1923 (“A Tract on Monetary Reform”) che condannava gli stati perché svalutavano la valuta, avvertiva di instabilità monetarie dopo la guerra, e poi... sganciò una bomba alla fine del libro. Disse che il gold standard era troppo inflessibile per i tempi moderni. Doveva sparire. Si trattava di una "barbara reliquia" che doveva essere sostituita da una moneta interamente gestita dalla banca centrale.

Per decenni migliaia di economisti seguirono il punto di vista di Keynes, ognuno dei quali immaginava di essere il capo della banca centrale, pronto ad imporre la propria visione di ciò che il potere monetario poteva realizzare.

L'oro appartiene al passato, non ad un'epoca di pianificazione centrale scientifica, o almeno così si diceva. Il gold standard vecchio stile, con i suoi limiti, la sua disciplina e la sua logica, doveva essere distrutto. E così è stato, per molti decenni, fino al 1974, quando tutto ciò che ne rimaneva venne demolito.



Oro digitale

C'è una ragione per cui bitcoin viene chiamato l'oro digitale. È strutturato per operare allo stesso modo del gold standard, facendo inoltre a meno della sponsorizzazione dello stato. Non richiede una gestione centralizzata; bisogna spendere risorse per diventare il primo proprietario della risorsa iniziale; esiste un'offerta limitata; i pagamenti vengono risolti definitivamente quando effettuati. Bitcoin, quindi, è il gold standard portato all'era digitale.

Nell'estrazione dell'oro, mentre il prezzo del metallo sale, la voglia di trovare e scavare più depositi aumenta insieme ai profitti dell'industria mineraria stessa. Lo stesso accade con bitcoin. Durante la salita del suo prezzo nel 2017, le entrate per i minatori sono schizzate alle stelle. Ciò significa tristemente che anche le commissioni sono aumentate e quindi la crescente popolarità delle criptovalute alternative.




Ora stiamo vedendo che la tesi usata contro il gold standard, sta venendo usata anche contro bitcoin. Si dice che stia sprecando un'enorme quantità di energia. "La quantità di energia elettrica utilizzata dai computer per ‘minare’ bitcoin è maggiore rispetto a quella utilizzata annualmente da quasi 160 Paesi", dice Business Insider.

Salon non va controcorrente:

Ma quello che non avrebbero potuto spiegare è quanta energia elettrica avrebbe succhiato la rete di computer dietro a bitcoin. In poche parole, bitcoin sta rallentando gli sforzi per ottenere una rapida transizione dai combustibili fossili. Inoltre questo è solo l'inizio. Data la sua crescente impronta climatica, il bitcoin è uno sviluppo maligno e sta peggiorando le cose.

Ecco un grafico solo degli Stati Uniti.


Fonte: Crescent Electric


A prezzi correnti, vale la pena di minare, forse non per gli individui ma per l'intero bacino di minatori. Ma che dire per quanto riguarda i costi sociali e ambientali?



Ne vale la pena

Per cercare una risposta, rivisitiamo la tesi riguardo i costi del gold standard. Nel 1983 Roger Garrison scrisse un articolo sull'argomento. In esso sottolineava come tutti i costi fossero dei costi di opportunità: la cosa a cui si rinuncia per ottenere ciò che si ha. Il gold standard è giustamente in contrasto con lo standard cartaceo che lo ha sostituito. Quali sono i costi dello standard cartaceo? Questa è la domanda giusta da porsi qualora si vogliano valutare i costi reali del gold standard.

I presunti costi di un gold standard possono essere identificati confrontandolo con uno standard cartaceo. Tali confronti, però, non forniscono mai una solida base per la scelta tra disposizioni istituzionali alternative. Il confronto mette in evidenza tutti i costi rilevanti di uno standard cartaceo. Se gli standard cartacei fossero amministrati da autorità angeliche il cui unico obiettivo fosse ridurre al minimo lo squilibrio indotto dal denaro, la scelta tra un gold standard e uno standard cartaceo sarebbe molto meno consequenziale di quanto non sia in realtà. Ma gli standard cartacei attuali hanno anch'essi dei costi. E come c'insegna la storia, l'entità e la costosità degli aggiustamenti dei prezzi al rialzo nell'ambito di uno standard cartaceo oltrepassano la grandezza e la costanza degli aggiustamenti dei prezzi al ribasso in un gold standard.

Inoltre:

I costi reali dello standard cartaceo dovrebbero prendere in considerazione (1) i costi imposti alla società quando diverse fazioni politiche tentano di ottenere il controllo della stampante, (2) i costi imposti dai gruppi con interessi particolari nei loro tentativi di persuadere il controllore della stampante a fare un uso improprio della sua autorità (stampare più denaro) a loro beneficio, (3) i costi sotto forma di errate allocazioni delle risorse indotte dall'inflazione che si verificano in tutta l'economia a seguito dell'autorità monetaria che soccombe alle pressioni politiche degli interessi particolari e (4) i costi sostenuti dagli imprenditori nei loro tentativi di prevedere ciò che l'autorità monetaria farà in futuro e coprire le probabili, ma incerte, conseguenze dell'irresponsabilità monetaria.

Quindi i costi dello standard cartaceo includono il rischio d'inflazione, l'opportunismo politico, l'esplosione del debito pubblico, la vasta espansione del potere statale, la costruzione di cartelli, la politicizzazione del denaro, la distruzione di risparmi e investimenti (con tassi d'interesse a zero) e l'aumento di cicli di boom/bust.

L'esperienza con bitcoin mette in evidenza gli altri costi. Bitcoin lavora su una base senza fiducia, la quale non richiede credito o identità. Ciò rende bitcoin molto più inclusivo tra le popolazioni al di fuori del sistema bancario. Non vi è alcuna possibilità di frode sull'identità. Non c'è possibilità che qualcuno agisca al posto vostro per spendere i vostri soldi. Per evitare tutto questo nei confronti del denaro nazionale e dei sistemi di pagamento esistenti, il settore bancario spende fino a $11 miliardi, cinque centesimi ogni cento dollari spesi.



Sistemi di pagamento

Anche così, è un disastro per le vostre finanze personali. Spendete i vostri soldi in un modo insolito, e quasi sicuramente riceverete un monito dalla vostra compagnia di carte di credito. Anche così, ogni tot. anni, le vostre carte vengono dichiarate rubate e dovete prenderne una nuova, oltre a cambiare i numeri su ogni sito web di commercianti online. Se lo avete fatto per 10 o 15 anni, c'è un'enorme pila di carte di credito defunte sui vostri siti web.

Oltre ai problemi riguardo i sistemi di pagamento, ci sono i problemi del sistema monetario nazionalizzato, il quale è così dispersivo e confuso che nessuno sa per certo se siamo in un boom, o in un bust, o in entrambi. L'incertezza nella politica della FED ha raggiunto proporzioni epiche e in retrospettiva fa sembrare ridicola la fiducia espressa da Keynes.

Inoltre minare bitcoin non è un'imposizione arbitraria. È un fallacia credere che i costi elettrici siano uno spreco. C'è del lavoro da fare per confermare le transazioni e gestire il protocollo. Questo sarà vero fino a quando qualcuno non riuscirà a trovare un altro sistema.

In sintesi, se paragonate i costi giganteschi del sistema monetario cartaceo con la versione aggiornata del gold standard, i costi dell'estrazione di bitcoin non sembrano poi così alti. L'acquisizione di qualsiasi risorsa degna di essere acquisita comporta un costo. La cartamoneta cosa molto poco da produrre e ha distrutto così tanto per tanti secoli. Tutte le lamentele sui costi dell'estrazione di bitcoin dovrebbero essere considerate alla luce di ciò.

giovedì 18 gennaio 2018

IL BITCOIN HA FATTO GIOCO AL “SISTEMA” DOLLARO.


Spero che, con le menti degli entusiasti diventate un po’ più fredde, si possa correggere qualche idea senza essere subissati da insulti  di gente con la bava alla bocca che urla:  cretino, non sai di cosa  parli! Non conosci  i misteri gloriosi  del blockchain, quindi sei vecchio! La moneta digitale sostituirà quella degli Stati, che è moneta fiat creata dal nulla!  Saremo liberi!
Adesso cominciamo distinguere  fra la moneta “fiat” emessa dal sistema attuale e la natura “fiat” del Bitcoin. Oggi, vige la “Moneta-credito”: il 98 per cento della creazione monetaria è creato dalle banche indebitando il prossimo: le famiglie, noi e voi, le imprese, gli Stati. Quando la  BCE crea moneta, si fa’ dare dagli Stati i loro Buoni del Tesoro, che danno interessi. Quando la  banca privata fa  un mutuo  al lavoratore, indebita il lavoratore, che comincia a pagare gli interessi fin dal primo momento.
Spero che ormai   sia noto ai lettori che  la banca sta creando denaro dal nulla; quello che dà al  lavoratore, non è denaro che ha in cassa,  sotto forma di depositi del risparmiatori; è una mera scrittura  contabile. Ma quel denaro “vuoto” viene riempito dagli interessi che paga il debitore, i milioni di debitori, Stati compresi.
Dunque, la moneta “fiat” del sistema attuale, benché basata sul trucco  (“La banca lucra gli interessi su tutto il denaro che crea dal nulla”, Enciclopedia Britannica), è pur sempre “appoggiata” a un valore reale: gli interessi che  l’intero mondo produttivo paga, ossia in ultima analisi il Lavoro (come si dice:  il denaro “comanda” lavoro)  che produce beni veri, cibo, meccanismi,  farmaci….  E  moneta “fiat” nel senso che l’euro o il dollaro non hanno il loro attivo dentro di sé, ma lo  ricevono dai debitori, che possono   anche diventare insolventi.
La sola moneta che ha il suo attivo dentro di sé,  è l’arcaico oro. L’argento. O le materie prime non deperibili.
Il Bitcoin non  è una moneta “fiat” nello stesso senso.  E’ un po’ più “fiat” delle monete attuali  a corso legale,  perché non c’è nessun debitore che sta pagando gli interessi al mondo digitale. Il valore del Bitcoin (e altre valute digitali) non è appoggiato  a nulla di reale. Il suo valore aumenta solo in funzione della  domanda e dell’offerta, ossia sul “desiderio” di arricchirsi e  sulla manipolazione del desiderio.
Lo so che –  come urlano i veri credenti – la offerta del Bitcoin è limitata in modo inerente,  oltre un tanto non  se ne potranno “estrarre” di più, mentre la “domanda”, il desiderio, è senza limiti.  So che ciò fa aumentare  il prezzo del Bitcoin. Un mese fa, grandi esperti ritenevano possibile che raggiungesse i 30 mila dollari. Non lo escludo nemmeno adesso.
Voglio solo far notare che, essendo il volume delle transazioni   scarso,  è facile – per chi ha i mezzi –  manipolare i corsi intervenendo sul mercato digitale per acquisti e vendite. Chi ha i mezzi?  Per esempio quelli che detengono miliardi di denaro sporco da riciclare. Ma anche degli Stati. O i loro servizi.
Qualcuno ha scritto che il Bitcoin è “una psy-op  della CIA”. Personalmente, penso che non lo sia stato subito, da principio.  Ha cominciato ad interessare “la Cia” (o la Fed, e la BCE), ritengo, dal 2016 – l’anno  in cui i  creatori di moneta-credito hanno capito che “stampare” non bastava più. Che gli “stimoli” creati dalle banche centrali inondando le banche di denaro a tasso zero (però sempre a prestito) non avevano gli effetti attesi, ossia la “crescita”, ma accentuavano i fenomeni che lo “stimolo”  si presumeva dovesse curare.
Oro (giallo) e Bitcoin (blu). 
Per esempio: le banche,  i grandi tycoons, gli arricchiti della scena mediatica come Zuckerberg e Bezos, il gigantesco sistema degli speculatori,  s’indebitano a tasso zero dalla banca centrale e come lo usano? Per comprare le azioni proprie. Una spesa del tutto improduttiva, che ha un vantaggio per loro: fa aumentare il prezzo delle azioni, e quindi il “valore” delle ricchezze che questi detengono.
La splendida crescita di Wall Street è avvenuta così, con denaro a credito a  tasso zero fornito ai ricchi dalle banche centrali.  Una bolla.    Per la Federal  Reserve,  niente di male: perché  “il rialzo del 25% della Borsa americana compensa parzialmente il deprezzamento del 15% del dollaro” – che rimane una valuta desiderabile nonostante il deprezzamento, perché se l’hai ricevuto a tasso zero e l’hai  investito a Wall Street, hai pur sempre un   ritorno sui tuoi “investimenti” del 10 per cento – che è  il livello  del rendimento ottenuto in Europa dagli speculatori in euro, che si è apprezzato.

Per non  far rivalutare l’oro , convergere la domanda sulle cripto

Il punto è se la bolla finanziaria di Wall Street scoppia, o se la Fed deve   cessare di gonfiarla,  riducendo il suo “quantitative easing”.   Perché a questo punto,  alla  speculazione diventa chiaro che le conviene indebitarsi (a tasso basso) non più per comprare azioni, bensì ORO. La sostanza reale, limitata in quantità,che ha il suo attivo dentro di sé.  Ciò farebbe rialzare  alle stelle  i corsi dell’oro, oggi manipolati al ribasso, e  sarebbe la campana a morto per il sistema di moneta-credito su cui si basa il trucco bancario  fondamentale, il prestare denaro che non ha.
E qui,secondo me, il Sistema ha cominciato a  interessarsi al Bitcoin.  Si tratta  di  deviare i miliardi di denaro creato dal nulla non verso l’oro, ma verso un altro oggetto di desiderio,   brillante ma meno pericoloso  per loro.   Da quel momento un  simpatico esperimento per  il divertimento intelligente di esperti  digitali,  ha cominciato ad aumentare di prezzo – in modo prodigioso, incredibile. In un mondo finanziario assetato di rendimenti e capital gains, una tentazione irresistibile per chi ha miliardi di dollari – ma presi a prestito, che dovrà restituire alla FED (in teoria).
Come hanno fatto? Ritengo   – perché sia chiaro, sto facendo un’ipotesi – che si debba puntare l’occhio sul fatto che, ad un certo momento, qualcuno ha cominciato ad acquistare Bitcoin dando in cambio dollari o euro o yuan o yen.  Ossia denaro “reale” per una moneta che fino al quel momento si scambiavano sul web degli appassionati, per gioco. Dico “reale” la moneta fiat che però puoi usare per comprare l’auto, una vacanza alle Maldive, un appartamento.
Chi c’è  dietro a questi  misteriosi “Exchange” che, senza esitare, ti cambiano (o  ti cambiavano)   la tua frazione di Bitcoin in un bel pacchetto di euro?  La  malavita, rispondono alcuni. “La Cia” è  una possibile risposta che comprende la prima.  La  gente piena di desiderio non ha più pensato di indebitarsi per comprare oro, ma Bitcoin – ed ha fatto soldi “reali”, pure.
  • Per cifre relativamente piccole. Chi poniamo  aveva “guadagnato” un milione in Bitcoin, non se lo è fatto cambiare integralmente. Lo “Exchange” gli ha fatto una carta ricaricabile  con 20 mila euro.  O  anche  un bonifico da 100 mila con cui ha comprato un SUV. Ma  il grosso, il detentore di bitcoin se lo è tenuto, anche perché aumenta, e lui ogni giorno diventa più ricco (sul web).  E’ però  sempre nelle grinfie del credito frazionale,  perché se tutti i detentori andassero a cambiare i loro Bitcoin e pretendessero i 15 mila dollari del loro “valore” di vertice, si vedrebbe che gli Exchange non hanno i soldi. E il valore calerebbe tragicamente.

La Bitcoin Bank ha smesso di cambiare le cripto-valute in dollari

La Metropolitan Bank, che è Morgan Stanley.
Infatti.  Il 15 gennaio scorso, una banca quotata a Wall Street, “la Metropolitan Bank Holding Corp (NYSE:MCB), una delle più dinamiche degli Stati Uniti, detta “The Bitcoin  Bank”  perché fino ad oggi utilizzata dalle società specializzate  nelle cripto-monete e dalle società d’investimento per realizzare operazioni di trasferimenti e depositi, “ha cessato immediatamente tutti i  trasferimenti internazionali coinvolgenti cripto-valute”. Così, di punto in bianco. E non solo: “Non si sa quel che succederà dei  Bitcoin che i clienti hanno nei loro portafogli … I fondi degli investitori non saranno restituiti”.
https://coin24.fr/2018/01/16/metropolitan-bank-a-decide-de-cesser-virements-internationaux-lies-aux-crypto-monnaies/
Magari è per questo che il valore dei Bitcoin è così brutalmente crollato. E la Banca si tiene pure i soldi dei clienti, anche quelli “fiat” ma  “reali”.  E’ illegale? Eccome no. Ma provate a chiamare la polizia, a rivolgervi a un tribunale per farvi restituire i soldi.  Da vostri conti digitali che lo Stato non conosce, in una moneta che lo Stato non riconosce. Era il gran vantaggio delle cripto valute, poter fare a meno dello Stato, liberarsi dalle pastoie fiscal-burocratiche della sovranità.  Adesso si vede che il Bitcoin  è fuori anche dagli apparati che impongono, bene o male,  la giustizia. Il Bitcoin è fuori dalla legalità.
Ma è stata prosciugata la liquidità creata dal nulla a credito, che  minacciava – abbandonata la Borsa – di investirsi in valori reali, come l’oro.  “La CIA”  ha sventato  il vero pericolo per il sistema del credito frazionale, dove “la banca lucra gli interessi dal denaro che crea dal nulla”.  Adesso, vedremo cos’altro si inventeranno per ritardare  il collasso  della pseudo-moneta. Ossia  del sistema “basato su piramidi di debiti accumulati l’uno sull’altro in equilibrio instabile”,  come diceva il Nobel Maurice Allais.  Dove basta che uno cessi di pagare gli interessi sul suo debito ormai impagabile, per far crollare tutto.


la Svizzera  voterà per la Moneta Piena

Allais, come già il grande Irving Fisher  contro la Depressione  1929-39, proponeva la “Moneta Piena”. Ossia: togliere alle banche il potere di creare moneta dal nulla indebitandoci –  obbligarle a non prestare nemmeno un soldo in più dei depositi che hanno in cassa e “restituire allo Stato, e allo stato soltanto, il potere di creare moneta”.
Naturalmente questo non piace né al Sistema, né ai credenti nel Bitcoin, che sono anti-Stato.
In Svizzera  un  referendum popolare che vieti alle banche private di creare denaro si dovrà tenere   nel 2018.
http://www.iniziativa-moneta-intera.ch/
Non si  sa ancora la data. La Banca  centrale elvetica ha   già messo in guardia  i ciittadini con i soliti argomenti storicamente usati contro la  Moneta Piena. Ma uno mi sembra più  fondato: “La Svizzera avrebbe un sistema finanziario non dimostrato che sarebbe fondamentalmente diverso da quelli di tutti gli altri paesi”, ha detto il presidente della banca centrale Thomas Jordan. La Svizzera non è abbastanza grande e potente per sottrarsi al Sistema  globale, che la punirebbe spietatamente per aver rivelato   il Trucco  Fondamentale.  Aspettiamo la Cina con lo yuan convertibile  in oro.

mercoledì 17 gennaio 2018

La solita storia

Bitcoin & Co. sotto assedio: bruciati $200 miliardi di capitalizzazione

 
Continua l’ondata di vendite che nelle 24 ore ha colpito il mercato delle criptovalute: ieri il Bitcoin è arrivato a perdere fino al 25% finendo per pochi minuti sotto quota 10.000 dollari. Il prezzo è dimezzato rispetto al livello record raggiunto soltanto un mese fa. Ma la fase di realizzi ha colpito indistintamente tutte le maggiori valute digitali con perdite a due cifre. Per citare le principali: Ethereum ha perso il 30%, tornando sotto quota $1.000 mentre il Ripple è sceso sotto la soglia di $1.
Complessivamente, secondo Coinmarket, nelle ultime 24 ore sono stati mandati in fumo $200 miliardi di capitalizzazione di mercato. Questa mattina, intorno alle ore 8, il mercato complessivo delle valute digitali valeva 653 miliardi di dollari.
Le uniche due monete a essersi salvate dalla pioggia di vendite sono Tether, che nelle ultime 24 ore ha segnato un rialzo del 3%, e Paragon, moneta digitale legata al business della cannabis con cui si possono affittare scrivanie, uffici e sale conferenza (Paragon Space) in cambio di token, che ha fatto un balzo dell’800%.
Il mercato delle criptovalute sconta sempre le notizie provenienti dall’Asia. Il vice Governatore della banca centrale, Pan Gongsheng, sostiene che le autorità dovrebbero vietare il trading centralizzato (ovvero lo scambio su piattaforme come Coinbase) delle criptovalute, di cui il Bitcoin è la più importante. A darne notizia è Reuters, basandosi su un memo inviato dal vice Governatore a un incontro tra gli organi di controllo su Internet.
Le cautele di Pechino fanno eco a quelle di Seul. La Corea del Sud ha infatti annunciato nei giorni scorsi di avere in programma una legge per impedire il trading di criptovalute come il Bitcoin e arginare così il rischio speculativo e di truffe, anche se il governo si è mostrato molto prudente al riguardo e non ha fatto ancora nulla di concreto.

 

Questo è un articolo tratto da Wall street italia,e come da me ,in precedenza sottolineato,ora è il momento di lasciar perdere le criptovalute,perchè da quando è entrata la finanza speculativa,i risultati sono questi,bisogna aspettare e comprare bassi per poi vendere alti.

giovedì 28 dicembre 2017

Cos'è la Blockchain











"Blockchain" è diventata una parola chiave nel settore tecnologico e finanziario. Viene spesso citata come una panacea per tutti i problemi aziendali e di governance. La popolarità della "blockchain" potrebbe essere un segnale incoraggiante per l'innovazione, ma ha anche comportato il fatto che la parola arrivasse a significare troppe cose per troppe persone e, alla fine, quasi nulla.

La parola "blockchain" è come la parola "veicolo", in quanto entrambi descrivono vari tipi di tecnologia. Ma a differenza della parola "blockchain", nessuno vi chiederà mai: "Ehi, come va il veicolo?" o esclamerà eccitato: "Ci sono! Possiamo risolvere questo problema col veicolo." E mentre voi ed io potremmo parlare di "tecnologia dei veicoli", anche quella sarebbe una conversazione astratta. Probabilmente dovremmo parlare di auto, treni, barche, o navi missilistiche, a seconda del veicolo a cui ci stiamo riferendo. E la "blockchain" è la stessa cosa. Non esiste "La Blockchain" più di quanto non esista "Il Veicolo", e la categoria "blockchain" è ampissima.




Di certo sappiamo una cosa sulla tecnologia blockchain, ovvero, bitcoin. Lo sappiamo per certo perché la parola è stata originariamente inventata per descrivere il registro distribuito delle transazioni che vengono create dalla rete bitcoin. Ma dall'invenzione di bitcoin nel 2008, ci sono stati diversi individui, aziende, consorzi e organizzazioni no profit che hanno creato nuove reti o strumenti software che prendono in prestito qualcosa da bitcoin — alcuni prendono in prestito direttamente il codice dal client di riferimento di bitcoin, o magari costruiscono su tecnologie o idee teoriche nate dopo e grazie a bitcoin. Probabilmente avete sentito parlare di alcune di queste tecnologie e aziende, o ne avete visto i loghi.




Oltre ad essere in qualche modo ispirate da bitcoin, cos'hanno in comune tutte queste tecnologie? C'è qualcosa che possiamo dire che sia sempre vera per la tecnologia blockchain? Sì.



Tutte le blockchain hanno...

Tutte le tecnologie blockchain dovrebbero avere tre parti costitutive: reti peer-to-peer, meccanismi di consenso e (sì) blockchain, ovvero, strutture dati collegate da hash. Ci si potrebbe chiedere perché le chiamiamo tecnologie blockchain, se la blockchain è solo una delle tre parti essenziali. Probabilmente si tratta solo di un buon marchio. Sfortunatamente sin dai tempi di Napster e BitTorrent, il pubblico in generale ha associato le reti peer-to-peer alla pirateria e alle violazioni del copyright. "Il meccanismo del consenso" suona molto accademico e un po' troppo difficile da spiegare. Ma "blockchain", beh, sembra interessante e nuovo.

Ma comprendere ognuna di queste tre parti costitutive, rende la tecnologia blockchain più facile da capire. E questo perché possiamo scrivere una semplice spiegazione, in una frase, su come le tre parti ottengano un risultato utile:

I computer connessi raggiungono un accordo sui dati condivisi.

Questo è quello che dovrebbe fare la tecnologia blockchain; dovrebbe permettere ai computer connessi di raggiungere un accordo sui dati condivisi. E ogni parte di questa frase corrisponde alle nostre tre tecnologie costitutive.

Computer collegati. I computer sono collegati in una rete peer-to-peer. Se il vostro computer fa parte di una rete blockchain, sta parlando direttamente ad altri computer su quella rete, non attraverso un server centrale di proprietà di una società o di un'altra terza parte.

Raggiungere un accordo. L'accordo tra tutti i computer connessi è facilitato utilizzando un meccanismo di consenso. Ciò significa che sono presenti regole scritte nel software dei computer connessi e tali regole garantiscono che tutti i computer della rete rimangano sincronizzati e concordino tra loro.

Dati condivisi. E la cosa su cui tutti sono d'accordo, sono questi dati condivisi chiamati blockchain. "Blockchain" significa semplicemente che i dati sono in un formato specifico (proprio come si possono immaginare i dati sotto forma di un documento word o di un file immagine). Il formato blockchain rende solamente più semplice leggere i dati, affinché le macchine possano verificare la coerenza di un crescente registro di dati. I dati successivi devono sempre fare riferimento a quelli precedenti, creando una catena di dati collegata. Qualsiasi tentativo di modificare una voce precedente richiederà la modifica di ogni voce successiva; altrimenti le firme digitali incorporate nei dati riveleranno una discrepanza. Alcune persone potrebbero dirvi che questo rende la blockchain "immutabile", ma ciò non è molto accurato. La struttura dei dati sulla blockchain renderà evidenti le alterazioni, ma esse rimarranno se le persone che gestiscono i computer connessi scelgono di accettare o ignorare le modifiche.





Bitcoin come esempio illustrativo

Spiegare come funziona tutto questo in bitcoin è esemplificativo.

Quindi, quali sono i computer connessi nella tecnologia blockchain di bitcoin? Sono tutti i dispositivi su Internet che eseguono software compatibile con bitcoin. Tale software potrebbe essere un'app wallet o potrebbe essere un software per "minare" bitcoin. Se, ad esempio, si esegue un wallet software bitcoin sul telefono, ogni volta che si inviano o si ricevono transazioni in bitcoin, il telefono parlerà direttamente a qualsiasi altro computer nelle vicinanze che esegue il software bitcoin; è peer-to-peer. Alcune persone si sentono a disagio nell'esecuzione di software importanti sui propri dispositivi personali ed è un timore ragionevole, perché se non si presta attenzione quando si esegue quel software, si potrebbero perdere accidentalmente i bitcoin. Quindi alcune persone potrebbero utilizzare un wallet creato e gestito da un'azienda. In questo caso, l'app wallet sullo smartphone parlerà con un server gestito dalla società, ed è quel server che si connette alla rete peer-to-peer per conto vostro.

E il meccanismo di consenso? Bene, come con qualsiasi meccanismo di consenso, è rappresentato da una serie di regole scritte nel codice del computer. Per essere compatibile con la rete bitcoin, qualsiasi software eseguito sul dispositivo connesso a Internet deve seguire queste regole. Se il vostro software viene modificato per cercare di infrangere le regole, i messaggi che invia su Internet saranno ignorati da tutti gli altri computer che eseguono un software bitcoin onesto e conforme alle regole.

Ci sono un sacco di regole nel meccanismo di consenso di bitcoin, ma possiamo evidenziarne due e trascriverle approssimativamente dal gergo informatico al linguaggio naturale:

  1. Nessuno può inviare bitcoin che non ha ricevuto per la prima volta da qualcun altro o da una transazione coinbase.
  2. Ogni 10 minuti verrà selezionato uno dei computer connessi per scegliere l'ordine delle transazioni valide per quel periodo; quel computer può scrivere da solo una transazione coinbase.

La prima regola è abbastanza auto-esplicativa. È una regola contro la contraffazione. L'unica eccezione è quando qualcuno invia a sé stesso nuovi bitcoin (conosciuti come transazione coinbase) in base alle regole della rete per la creazione di nuovo denaro. La seconda non è molto difficile da capire, neanche una volta che abbiamo un contesto.

Ricordatevi che i computer connessi parlano tra loro in modo diretto e tenete presente che questi computer potrebbero essere ovunque nel mondo, perché funzionano tutti su Internet.

Se alcuni computer sono presenti, ad esempio, in Cina e altri negli Stati Uniti, è probabile che non saranno sincronizzati, poiché i messaggi sulle transazioni verranno originati in diverse parti del mondo e si propagheranno su Internet a velocità diverse. Un computer collegato in Cina potrebbe pensare che le transazioni più recenti siano avvenute in questo ordine: A, B, C. Mentre un computer negli Stati Uniti potrebbe averle viste entrare nell'ordine inverso C, B, A. Come ci assicuriamo che tutti i computer siano d'accordo sull'ordine? Bene, come dice la regola 2, ogni 10 minuti verrà scelto un computer per indicare l'ordine autorevole delle transazioni per quel periodo di tempo, e poi ne verrà scelto un altro, e così via. Nell'informatica, questo accordo è chiamato un'elezione ripetuta di un leader, ma a differenza di una normale elezione politica, il leader periodico viene semplicemente scelto a caso.

Si noti inoltre che la nostra regola 2 specifica che il leader può solo conferire la validità alle transazioni. Se il leader scelto cercasse di includere una transazione in cui cercherebbe di darsi milioni di bitcoin contraffatti, infrangerebbe la prima regola. I messaggi confusi verrebbero semplicemente ignorati dal resto dei computer, secondo le regole del meccanismo di consenso.

Tuttavia il leader prescelto può mandare a sé stesso una transazione coinbase che lo ricompenserà per il suo lavoro onesto nel mantenimento della rete. Questa transazione crea nuovi bitcoin come ricompensa, ma deve corrispondere ad un programma di creazione di denaro predefinito (non si può semplicemente scegliere la dimensione della ricompensa). Questo programma di creazione di denaro è solo un'altra regola all'interno del meccanismo di consenso di bitcoin.

Infine ci sono i dati condivisi di bitcoin, la sua blockchain. Questa è solo una lista di tutte le transazioni che si sono verificate da quando la rete è stata avviata nel 2009. Ecco un'illustrazione stilizzata:




Ovviamente la vera blockchain di bitcoin ha molte più transazioni, milioni dall'inizio della rete. Inoltre le transazioni non hanno nomi leggibili dall'uomo, come suggerisce l'illustrazione. Invece il mittente e il destinatario sono rappresentati da quello che viene chiamato un indirizzo pubblico. È una stringa pseudocasuale, ma unica di lettere e numeri, che viene generata localmente sullo smartphone o sul computer di un particolare utente bitcoin. È simile a questa, 1CPwNACt62wts2yGbz1vUuqeGD58SzzeAL, e il dispositivo dell'utente genererà anche una chiave segreta corrispondente (un'altra stringa pseudocasuale ma univoca di numeri e lettere) che deve essere utilizzata per firmare le transazioni (attraverso la spesa di fondi da tale indirizzo). Pensatela come una password. Tutto sommato la blockchain è piuttosto semplice se intesa in questo senso: è solo un elenco di transazioni sotto forma di indirizzi, presentati in modo tale che per i computer sia facile verificarne i dati.



Come le diverse tecnologie blockchain possono differire

Che dire delle altre tecnologie blockchain diverse da bitcoin? Bene, tutte seguono lo stesso schema di progettazione. Avranno una rete peer-to-peer, un meccanismo di consenso e una blockchain, i quali abiliteranno i computer connessi a raggiungere un accordo sui dati condivisi.

Ci sono due cose che possono differire da bitcoin: i dati condivisi possono essere diversi e il meccanismo di consenso può essere progettato con diverse scelte progettuali.

Ecco come possono differire i dati. Invece di essere una lista di transazioni bitcoin, i dati condivisi potrebbero essere voti in un'elezione, o credenziali di identità (come una patente di guida tokenizzata, o la prova di un punteggio di credito). Oppure i dati potrebbero essere lo stato corrente di un calcolo in esecuzione. In altre parole, i dati potrebbero essere correlati ad un computer globale su cui chiunque sarebbe autorizzato a scrivere e leggere i dati; questo è un modo per descrivere ethereum, un'altra rete blockchain ispirata a bitcoin.

Il meccanismo di consenso potrebbe anche essere diverso da quello di bitcoin. Queste differenze non sono necessariamente buone o cattive; ricordate che la "blockchain" è come un "veicolo". A volte potreste aver bisogno di una barca, altre volte di un missile. Non tutti i veicoli sono adatti a tutti i casi d'uso.

Ci sono tre grandi scelte progettuali che potrebbero rendere il meccanismo di consenso diverso da quello di bitcoin. Questi compromessi e scelte meriterebbero una discussione molto più lunga, ma ecco una panoramica di base:

  1. Aperto o Chiuso? Il meccanismo del consenso consente a chiunque di aderire e partecipare, o la partecipazione è limitata alle parti identificate sulla rete che sono state precedentemente dotate di credenziali di accesso da una società, un consorzio o altra terza parte che sta creando o implementando la tecnologia blockchain? In altre parole, è una rete aperta (come Internet) o una rete chiusa o autorizzata (come un intranet aziendale)?
  2. Privato o trasparente? Il meccanismo del consenso privilegia la privacy dei dati al di sopra della trasparenza e dell'audit dei dati? O viceversa? Ricordatevi che tutti i computer devono raggiungere un accordo sui dati condivisi. Se i dati fossero privati per una manciata di individui, solo quegli individui sulla rete sarebbero in grado di verificare e concordare sui dati. Potrebbe esserci un modo per aggirare questo compromesso nella progettazione del consenso grazie ad alcune nuove ricerche sulle "prove a zero conoscenza" e al lancio di una nuova rete pubblica di protezione della privacy chiamata Zcash.
  3. Al margine o al centro? Il meccanismo del consenso mette la sicurezza ai margini della rete o al centro? Le reti di blockchain aperte come bitcoin hanno meccanismi di consenso che spingono la responsabilità della sicurezza verso il margine, verso i singoli computer posseduti e controllati dagli utenti. Quindi se ricevete bitcoin sullo smartphone utilizzando un wallet software, ad esempio, il vostro dispositivo è l'unico dispositivo su tutta la rete che potrà spendere quei bitcoin. Senza la chiave segreta generata sul telefono, i bitcoin non potranno mai muoversi. Ciò è in netto contrasto con i sistemi di pagamento elettronici pre-bitcoin, in cui un intermediario, come una società di carte di credito, può intervenire e invertire una transazione o spostare fondi dal proprio conto senza che sia necessario intraprendere alcuna azione con la propria carta o app bancaria.
    Avere la sicurezza al margine può essere uno svantaggio per qualcuno che perde il telefono e non riesce a fare il backup delle proprie credenziali, ma è anche un vantaggio a livello di sistema perché non c'è più una parte centrale che potrebbe essere hackerata, o potrebbe essere disonesta, e mettere così il denaro o i dati di tutti a rischio.
    Le tecnologie blockchain con autorizzazione mantengono un po' di energia al centro della rete perché, come minimo, ci sarà una parte a cui si farà affidamento per identificare i computer membri autorizzati e che fornirà loro una credenziale di accesso.

Queste sono le principali differenze tra le tecnologie blockchain. C'è ancora molto spazio per l'elaborazione, i dettagli e le possibilità future, ma fortunatamente adesso avete una migliore comprensione dell'architettura di questi nuovi strumenti. Ricordatevi solo che la tecnologia blockchain significa questo: computer connessi che raggiungono un accordo sui dati condivisi.

venerdì 22 dicembre 2017

Incredibile,ma vero.

Cosa sono,un mago?
 

Appena ieri vi ho detto delle voci di corridoio dicevano che le banche centrali erano interessate ai bitcoin,oggi calo di 7000 dollari,la speculazione è iniziata.Con diversi miei collaboratori ed informatici vogliamo iniziare un discorso di mining con una nostra blockchain,e un nuovo sistema come precedentemente annunciato di sicurezza al 100%.Contattatemi tramite questa email:marossi8@tiscali.it per avere tutti i dettagli e le quote d'investimento.Grazie
E se non volete perdere i vostri soldi continuate a seguire questo blog,altrimenti sono cavoli vostri.Buone Feste a Tutti Voi