giovedì 2 agosto 2018

Bitcoin è stato manipolato?









Il giornalista del Wall Street Journal, Andy Kessler, pare abbia scoperto il motivo per cui l'aumento dell'1.368% di Bitcoin nel 2017 non era affatto "reale".

In un articolo pubblicato domenica 1 luglio, Kessler cita uno studio dell'Università del Texas il quale sostiene che c'era la manipolazione dietro la metà della salita di Bitcoin. Lo studio attribuisce la colpa ad una criptovaluta chiamata Tether (USDT).

Tether è una criptovaluta a valore fisso, o "stabile". Sostiene ciascuna unità con un dollaro USA. Per essere chiari, non sono mai stato un fan di Tether perché richiede che ci sia $1 di supporto per ogni moneta. Ecco perché non ho mai raccomandato questo token.

Ad oggi, non ho ancora visto prove delle riserve di Tether.

Molte persone condividono i miei dubbi su Tether... Ma questo non ha impedito di emettere più di $2,5 miliardi di unità. Tether ha $2.5 miliardi in riserve in contanti per sostenerle? O si stampa semplicemente i propri soldi?

Nessuno lo sa.

La rivoluzione decentralizzata consiste nel liberarsi di terze parti "fidate". In definitiva, criptovalute come Tether falliranno se non riescono a trovare un modo per diventare "trustless".

Ma torniamo al documento dell'Università del Texas... Suggerisce che siano stati emessi più Tether di quelli sostenuti da dollari effettivi. Il documento afferma che i Tether sono usati per sostenere, e in ultima analisi manipolare, il prezzo di Bitcoin.

L'articolo di Kessler tenta di utilizzare lo studio del Texas per sostenere la sua tesi secondo cui il Bitcoin è solo un'altra bolla, proprio come ogni bolla sin dalla South Sea Bubble del 1720.

Egli sostiene che spostare temporaneamente asset da un bilancio ad un altro gonfia una bolla. Quando i soldi finiscono, la bolla scoppia.

È il tipo di tesi che a prima vista regge bene... ma in realtà non regge sotto un attento scrutinio.

Ad esempio, Kessler tenta di affibbiare la colpa dello scoppio della bolla dotcom alle politiche sugli annunci pubblicitari di America Online. Ho letto la sua spiegazione tre volte e ancora non capisco come le politiche pubblicitarie di AOL possano aver causato il crash delle dotcom.

Il boom delle dotcom era una bolla da $5,000 miliardi. Sembra un po' difficile credere che $5,000 miliardi di valore siano andati in fumo a causa della politica pubblicitaria di una società.

Kessler ritiene anche che la famigerata bolla dei tulipani del 1636-1637 si basasse sulla manipolazione dei bilanci. Ma neanche questa tesi regge. Se avesse davvero fatto le sue ricerche, avrebbe scoperto che la bolla dei tulipani era un mito. Non aveva nulla a che fare con la manipolazione dei bilanci.

Se approfondiamo un po' di più, possiamo trovare altri buchi nella teoria di Kessler sulle bolle.

Se Kessler ha ragione riguardo il movimento delle criptovalute durante lo scorso anno, allora come spiega le presunte bolle del 2011, 2013 e 2014?

Esatto, questa è la quarta volta che scoppia la "bolla" di Bitcoin...
  • Bolla del 2011: da $32 a $2, un calo del 94%
  • Bolla del 2013: da $230 a $70, un calo del 70%
  • Bolla del 2014: da $1,200 a $173, un calo dell'85%
  • Bolla del 2018: da $20,000 a $6,500, un calo del 67% finora

Se Kessler vuole definire "manipolata" la salita del 2017, perché non attacca anche le "bolle" del 2011, 2013 e 2014?

Anche tutte quelle erano manipolate?

Se lo fossero state, allora quelle erano manipolazioni davvero uniche, che nessuno ha mai visto.

Ecco cosa intendo...

Se aveste comprato al picco di ogni salita, il profitto sul rapporto tra il vostro picco "vecchio" medio e quello "nuovo" sarebbe stato di 9.8 volte il denaro investito.

Quante bolle conoscete che potrebbero farvi guadagnare soldi se comprate al picco di ogni movimento?

Non ne conosco altre.

Temo che Kessler abbia confuso la volatilità del mercato con le bolle. Solo perché qualcosa è volatile non lo rende automaticamente una bolla (o significa che è stato manipolato). Bitcoin è volatile... ma è anche molto prezioso.

Gli asset fraudolenti vanno a zero. Le vere bolle non continuano a produrre massimi più alti e minimi più alti come ha fatto Bitcoin.

Bitcoin è una risorsa altamente volatile, non una risorsa fraudolenta.

Ma torniamo al tema centrale di Kessler sulla manipolazione...

L'emissione di Tether scoperti ha manipolato il mercato per farlo salire? È possibile. Non so se lo sapremo mai davvero per certo.

Ma alla lunga, conta davvero? Non penso.

La verità è che a volte persone poco raccomandabili cooptano le grandi aziende e la grande tecnologia.

Gli speculatori erano abituati a manipolare continuamente i primi titoli ferroviari. Agli albori di General Motors, il fondatore Billy Durant manipolava di routine le azioni della società.

Queste imperfezioni a breve termine non hanno contribuito a ridurre il valore a lungo termine che le industrie ferroviarie e automobilistiche stavano creando.

Nel frattempo, in mezzo a tutte le voci di manipolazione, continuiamo a vedere i segni dell'adozione di Bitcoin e di altre criptovalute.
  • La FED di St. Louis ha di recente annunciato di aver creato un indice per tracciare le prime quattro criptovalute più importanti.
  • Goldman Sachs ha annunciato l'intenzione di avviare un desk di trading per Bitcoin.
  • La giapponese Nomura Holdings (una società finanziaria da oltre $100 miliardi) ha appena annunciato che sta creando un consorzio di deposito per criptovalute (un ente che detiene titoli o asset in custodia) chiamato Komainu.

E c'è di più...

Nel 2002 il crash delle dotcom ha causato un calo del Nasdaq dell'80%. Nel 2002 gli investimenti in venture capital (VC) sono diminuiti del 90%.

Paragonate questi numeri con quelli delle criptovalute.

In questo momento il mercato delle criptovalute è in calo del 70%. Sembra logico che i finanziamenti per nuovi accordi VC si prosciughino, ma non è così.

L'investimento VC è già raddoppiato rispetto all'anno scorso e si prevede che quadruplicherà entro la fine dell'anno.

Il punto chiave è che anche con le notizie di manipolazioni, ingerenze del governo e una massiccia volatilità... il denaro istituzionale continua a fluire in massa in questo asset.

E ciò che il denaro istituzionale sceglie di fare avrà sempre più peso rispetto ad un pezzo editoriale del Wall Street Journal.


lunedì 5 marzo 2018

Il mondo non è più dominato dal denaro fiat

 

Nel 1788 Thomas Jefferson scrisse in una lettera che: "La carta equivale alla povertà. È solo il fantasma del denaro, e non il denaro stesso". Jefferson ed i Padri Fondatori comprendevano la storia ed i pericoli della manipolazione del denaro da parte dello stato. Sapevano come i re e gli imperi del passato avevano svalutato le valute, rimuovendo completamente la responsabilità che i metalli preziosi imponevano loro.

Mentre molti oggetti sono serviti come mezzo di scambio nel corso della storia, gli stati e le società hanno costantemente riconosciuto l'oro e l'argento come moneta a corso legale. Il problema è che gli stati e le banche centrali hanno tradizionalmente controllato la valuta per tassare e controllare le persone. La storia mostra come la maggior parte degli stati avesse un gold/silver standar al suo inizio e come abbiano deviato per imporre una tirannia sulla società, per finanziare guerre e per imporre ulteriori tasse.

I Padri Fondatori cercarono di limitare la spesa pubblica con l'Articolo 1, Sezioni 8 e 10 della Costituzione e il Coniage Act del 1792, che legavano il dollaro ad un peso specifico in oro e argento riconosciuti come moneta a corso legale. Tuttavia questi controlli sono stati rimossi completamente con il passare del tempo, il che ha consentito livelli senza precedenti di debito pubblico e manipolazione da parte della Federal Reserve.

Se Thomas Jefferson fosse qui oggi, lui ed altri rivoluzionari americani sosterrebbero il denaro digitale e forse userebbero anche le criptovalute?



Il Rullo di Jefferson

Nel 1790, molto prima dell'invenzione dei computer elettronici, Thomas Jefferson inventò il primo metodo meccanico per codificare e decodificare messaggi segreti utilizzando qualcosa chiamato Rullo. Il terzo presidente dell'America inventò un modo sicuro per utilizzare la crittografia. Jefferson, Paine, Franklin, Washington, Madison e altri usarono la crittografia per codificare i messaggi contro gli inglesi.

Le criptovalute utilizzano la crittografia per alterare in modo sicuro i dati sulla blockchain nota come libro mastro. La crittografia viene anche utilizzata per crittografare e proteggere i dati in molti modi e applicazioni diverse oggi. La crittografia dei giorni moderni è stata influenzata dall'invenzione del Rullo di Thomas Jefferson.



La rivoluzione monetaria

Nell'ottobre del 2008 il white paper di Satoshi Nakamoto mise insieme i pezzi e costruì un nuovo protocollo, un sistema peer-to-peer per il denaro digitale noto come Bitcoin. Mentre questa tecnologia è ancora nuova, la criptovaluta ha in realtà molte delle stesse caratteristiche del denaro sonante.

In questo momento ci sono molti casi d'uso per vari protocolli della blockchain che vengono testati; tuttavia l'uso primario iniziale della blockchain è quello concernente le criptovalute. Con oltre 1,000 criptovalute in competizione, bitcoin è attualmente la miglior riserva di valore, e altre come Litecoin, Bitcoin Cash e Dash sono migliori come mezzi di scambio. Con questo in mente, non tutte le criptovalute sono uguali.

Sappiamo che Thomas Jefferson e i Padri Fondatori hanno usato la crittografia per codificare i messaggi ed impedire agli inglesi di rubare i segreti della rivoluzione americana. Sappiamo anche che i Padri Fondatori avevano una stretta simpatia per il gold/silver standard. Quindi, come si combinano bitcoin e alcune delle altcoin più importanti con le proprietà del denaro sonante?



Scarsità

La scarsità è un controllo naturale sull'inflazione. La tecnologia della blockchain (utilizzata dalle criptovalute) apporta un nuovo livello di contabilità al denaro e agli smart contract, ma anche a molte applicazioni e processi in fase di sviluppo. Ad esempio, l'algoritmo matematico che calcola e verifica bitcoin è impostato affinché si abbia un'offerta limitata. Ciò rende impossibile per le banche centrali e/o gli stati di inflazionarlo tramite un quantitative easing.

Solo perché bitcoin è decentralizzato, non significa che non sia regolamentato. Non lo è da parte di una banca centrale o uno stato, mentre lo è da un algoritmo matematico che viene calcolato e verificato dai computer "minerari".

Per la prima volta nella storia, abbiamo un sistema decentralizzato che non è suscettibile alle emozioni umane o alle intenzioni dello stato. La tecnologia della blockchain garantisce che non si possa creare più denaro dal nulla.



Fungibilità

La fungibilità è la proprietà di un mezzo di scambio dove le sue singole unità sono essenzialmente intercambiabili. In altre parole, quanto può essere divisibile il mezzo di scambio e quindi quanto possa facilitare l'accordo per specifiche quantità di beni e servizi. Ad esempio, ogni bitcoin può essere suddiviso in 100,000,000 satoshi, il che equivale a .00000001 BTC.

Le criptovalute sono molto fungibili. Direi addirittura più fungibili dell'oro, perché è molto più facile dividere unità di bitcoin per i pagamenti usando un wallet digitale piuttosto che dividere unità fisiche di oro o argento. Inoltre non è mai stato più facile, più veloce e meno costoso inviare pagamenti per beni e servizi in tutto il mondo. Non è facile, veloce ed economico spedire oro o argento.

Le criptovalute sono sicuramente ancora una tecnologia molto nuova. Tuttavia il 2017 è stato un anno monumentale con aggiornamenti, fork e miglioramenti generali. Diverse criptovalute concorrenti stanno semplificando il loro uso e stanno lavorando per rendere la blockchain più facile da usare per tutti. Questo sta portando ad un'adozione più ampia. Per dirla in prospettiva, a gennaio 2017 la capitalizzazione di mercato totale per tutte le criptovalute combinate era di soli $18 miliardi. Mentre sto scrivendo questo articolo, è di $585 miliardi.



Durabilità

Quanto sono durature le criptovalute? Potreste pensare che si tratti solo di dati! E avreste ragione, sono dati che non sono conservati in un'unica posizione. Il libro mastro decentralizzato che viene mantenuto nella rete peer-to-peer è estremamente durevole perché non è ospitato in un solo posto.

Immaginate un singolo server che esegue una rete o un sito web. Se questo server non funziona, il sito Web o la rete vanno fuori servizio. Le reti peer-to-peer hanno migliaia di nodi (che si comportano come un server) che garantiscono l'integrità, la sicurezza e la durata di una criptovaluta. In questo senso, è estremamente affidabile.

Quindi come possono essere durevoli le criptovalute se non riuscite a possederle fisicamente? Confrontiamo 1 BTC con un documento digitale su un computer. Cosa succede se il documento è un atto che indica la proprietà di 1,000 acri di terra? È un documento importante e prezioso? Assolutamente! Bene, il denaro digitale può essere pensato allo stesso modo.

Esistono anche molti modi diversi per archiviare o utilizzare denaro digitale. I wallet (come Melis) possono essere scaricati su un computer e facilitano l'invio o la ricezione di denaro digitale. I wallet hardware (come Ledger) sono ottimi per una maggiore sicurezza e custodia di criptovalute offline. I wallet digitali sono deterministici, il che significa che hanno una frase che consente un facile backup e ripristino nel caso in cui un computer o un dispositivo si blocchi. È sempre una buona idea fare i backup. È anche possibile avere un paper wallet. Quindi, non solo sono durevoli, ma anche versatili nel modo in cui è possibile custodirle. Esistono molti tipi di wallet che funzionano perfettamente. È meglio leggere sempre le recensioni e vedere cosa funziona meglio per la criptovaluta che si vuole acquisire.

Scarsità, fungibilità e durabilità sono alcune delle caratteristiche principali che bitcoin (e alcune altre criptovalute) condividono con l'oro e l'argento, i quali hanno superato la prova del tempo come standard di valore e di scambio affidabili.



Il mondo non è più dominato dal denaro fiat...

Sebbene il concetto di denaro digitale possa essere difficile da comprendere, la tecnologia che utilizza la blockchain per monete come Bitcoin, Bitcoin Cash, Litecoin, Dash e molte altre sta essenzialmente creando fonti stabili e fungibili per valore economico e mezzi di scambio. Questa tecnologia recente e di nuova acquisizione sta guadagnando terreno e mira a raggiungere un livello maggiore di libertà economica.

Bitcoin, altre criptovalute e le tecnologie che utilizzano la blockchain stanno rapidamente rivoluzionando non solo il modo in cui le persone possono commerciare, ma anche chi può commerciare. Questa rivoluzione monetaria alla fine metterà una maggiore libertà nelle mani dei consumatori, rimuovendo la manipolazione e la coercizione degli stati e delle banche centrali. Il mercato sta risolvendo un vecchio problema: lo stato che controlla le proprietà e le risorse di un individuo.

Thomas Jefferson ed i Padri Fondatori non avevano questa tecnologia e, quindi, hanno cercato di fare affidamento sul gold standard come base per un mezzo di scambio e un deposito di valore. L'invenzione di Nakamoto utilizza la crittografia per garantire un mezzo di scambio sicuro, veloce, universale e decentralizzato che sia anche una riserva di valore.

Mentre posso ipotizzare ciò che Thomas Jefferson potrebbe aver pensato sulle criptovalute, una cosa è certa: il 2017 è stato un anno davvero rivoluzionario sia per il denaro che per la tecnologia. Non posso fare a meno di pensare che, un giorno, la gente guarderà indietro e penserà a Satoshi Nakamoto e a tutti i grandi innovatori della blockchain come fondatori di questa meravigliosa invenzione che ha permesso una rivoluzione nel campo monetario e il progresso del mondo intero.

giovedì 8 febbraio 2018

Minare bitcoin è costoso, proprio come l'estrazione dell'oro








La critica classica al gold standard è che era troppo costoso. Perché si sprecano risorse per attrezzarsi, scavare nelle montagne alla ricerca disperata di risorse limitate e poi stiparle nel Dipartimento del Tesoro?

È semplicemente sciocco. Sappiamo come fare i soldi: li stampiamo. È molto più economico stampare che estrarre qualcosa dal terreno. Uno standard cartaceo ci farà risparmiare un'enorme quantità di risorse che potranno essere dirottate per altri scopi.

C'è una certa plausibilità in fin dei conti. Sappiamo come fare affinché i sostituti del denaro sembrino funzionare altrettanto bene come quello che chiamavamo propriamente denaro. I costi delle operazioni minerarie sono enormi e la scoperta di nuovi depositi deve essere finanziata; senza contare che drena risorse finanziarie e temporali, tutto per trovare ciò che sappiamo funzionerà peggio rispetto a carta e inchiostro.



Keynes contro l'oro

J. M. Keynes era d'accordo. Scrisse una monografia nel 1923 (“A Tract on Monetary Reform”) che condannava gli stati perché svalutavano la valuta, avvertiva di instabilità monetarie dopo la guerra, e poi... sganciò una bomba alla fine del libro. Disse che il gold standard era troppo inflessibile per i tempi moderni. Doveva sparire. Si trattava di una "barbara reliquia" che doveva essere sostituita da una moneta interamente gestita dalla banca centrale.

Per decenni migliaia di economisti seguirono il punto di vista di Keynes, ognuno dei quali immaginava di essere il capo della banca centrale, pronto ad imporre la propria visione di ciò che il potere monetario poteva realizzare.

L'oro appartiene al passato, non ad un'epoca di pianificazione centrale scientifica, o almeno così si diceva. Il gold standard vecchio stile, con i suoi limiti, la sua disciplina e la sua logica, doveva essere distrutto. E così è stato, per molti decenni, fino al 1974, quando tutto ciò che ne rimaneva venne demolito.



Oro digitale

C'è una ragione per cui bitcoin viene chiamato l'oro digitale. È strutturato per operare allo stesso modo del gold standard, facendo inoltre a meno della sponsorizzazione dello stato. Non richiede una gestione centralizzata; bisogna spendere risorse per diventare il primo proprietario della risorsa iniziale; esiste un'offerta limitata; i pagamenti vengono risolti definitivamente quando effettuati. Bitcoin, quindi, è il gold standard portato all'era digitale.

Nell'estrazione dell'oro, mentre il prezzo del metallo sale, la voglia di trovare e scavare più depositi aumenta insieme ai profitti dell'industria mineraria stessa. Lo stesso accade con bitcoin. Durante la salita del suo prezzo nel 2017, le entrate per i minatori sono schizzate alle stelle. Ciò significa tristemente che anche le commissioni sono aumentate e quindi la crescente popolarità delle criptovalute alternative.




Ora stiamo vedendo che la tesi usata contro il gold standard, sta venendo usata anche contro bitcoin. Si dice che stia sprecando un'enorme quantità di energia. "La quantità di energia elettrica utilizzata dai computer per ‘minare’ bitcoin è maggiore rispetto a quella utilizzata annualmente da quasi 160 Paesi", dice Business Insider.

Salon non va controcorrente:

Ma quello che non avrebbero potuto spiegare è quanta energia elettrica avrebbe succhiato la rete di computer dietro a bitcoin. In poche parole, bitcoin sta rallentando gli sforzi per ottenere una rapida transizione dai combustibili fossili. Inoltre questo è solo l'inizio. Data la sua crescente impronta climatica, il bitcoin è uno sviluppo maligno e sta peggiorando le cose.

Ecco un grafico solo degli Stati Uniti.


Fonte: Crescent Electric


A prezzi correnti, vale la pena di minare, forse non per gli individui ma per l'intero bacino di minatori. Ma che dire per quanto riguarda i costi sociali e ambientali?



Ne vale la pena

Per cercare una risposta, rivisitiamo la tesi riguardo i costi del gold standard. Nel 1983 Roger Garrison scrisse un articolo sull'argomento. In esso sottolineava come tutti i costi fossero dei costi di opportunità: la cosa a cui si rinuncia per ottenere ciò che si ha. Il gold standard è giustamente in contrasto con lo standard cartaceo che lo ha sostituito. Quali sono i costi dello standard cartaceo? Questa è la domanda giusta da porsi qualora si vogliano valutare i costi reali del gold standard.

I presunti costi di un gold standard possono essere identificati confrontandolo con uno standard cartaceo. Tali confronti, però, non forniscono mai una solida base per la scelta tra disposizioni istituzionali alternative. Il confronto mette in evidenza tutti i costi rilevanti di uno standard cartaceo. Se gli standard cartacei fossero amministrati da autorità angeliche il cui unico obiettivo fosse ridurre al minimo lo squilibrio indotto dal denaro, la scelta tra un gold standard e uno standard cartaceo sarebbe molto meno consequenziale di quanto non sia in realtà. Ma gli standard cartacei attuali hanno anch'essi dei costi. E come c'insegna la storia, l'entità e la costosità degli aggiustamenti dei prezzi al rialzo nell'ambito di uno standard cartaceo oltrepassano la grandezza e la costanza degli aggiustamenti dei prezzi al ribasso in un gold standard.

Inoltre:

I costi reali dello standard cartaceo dovrebbero prendere in considerazione (1) i costi imposti alla società quando diverse fazioni politiche tentano di ottenere il controllo della stampante, (2) i costi imposti dai gruppi con interessi particolari nei loro tentativi di persuadere il controllore della stampante a fare un uso improprio della sua autorità (stampare più denaro) a loro beneficio, (3) i costi sotto forma di errate allocazioni delle risorse indotte dall'inflazione che si verificano in tutta l'economia a seguito dell'autorità monetaria che soccombe alle pressioni politiche degli interessi particolari e (4) i costi sostenuti dagli imprenditori nei loro tentativi di prevedere ciò che l'autorità monetaria farà in futuro e coprire le probabili, ma incerte, conseguenze dell'irresponsabilità monetaria.

Quindi i costi dello standard cartaceo includono il rischio d'inflazione, l'opportunismo politico, l'esplosione del debito pubblico, la vasta espansione del potere statale, la costruzione di cartelli, la politicizzazione del denaro, la distruzione di risparmi e investimenti (con tassi d'interesse a zero) e l'aumento di cicli di boom/bust.

L'esperienza con bitcoin mette in evidenza gli altri costi. Bitcoin lavora su una base senza fiducia, la quale non richiede credito o identità. Ciò rende bitcoin molto più inclusivo tra le popolazioni al di fuori del sistema bancario. Non vi è alcuna possibilità di frode sull'identità. Non c'è possibilità che qualcuno agisca al posto vostro per spendere i vostri soldi. Per evitare tutto questo nei confronti del denaro nazionale e dei sistemi di pagamento esistenti, il settore bancario spende fino a $11 miliardi, cinque centesimi ogni cento dollari spesi.



Sistemi di pagamento

Anche così, è un disastro per le vostre finanze personali. Spendete i vostri soldi in un modo insolito, e quasi sicuramente riceverete un monito dalla vostra compagnia di carte di credito. Anche così, ogni tot. anni, le vostre carte vengono dichiarate rubate e dovete prenderne una nuova, oltre a cambiare i numeri su ogni sito web di commercianti online. Se lo avete fatto per 10 o 15 anni, c'è un'enorme pila di carte di credito defunte sui vostri siti web.

Oltre ai problemi riguardo i sistemi di pagamento, ci sono i problemi del sistema monetario nazionalizzato, il quale è così dispersivo e confuso che nessuno sa per certo se siamo in un boom, o in un bust, o in entrambi. L'incertezza nella politica della FED ha raggiunto proporzioni epiche e in retrospettiva fa sembrare ridicola la fiducia espressa da Keynes.

Inoltre minare bitcoin non è un'imposizione arbitraria. È un fallacia credere che i costi elettrici siano uno spreco. C'è del lavoro da fare per confermare le transazioni e gestire il protocollo. Questo sarà vero fino a quando qualcuno non riuscirà a trovare un altro sistema.

In sintesi, se paragonate i costi giganteschi del sistema monetario cartaceo con la versione aggiornata del gold standard, i costi dell'estrazione di bitcoin non sembrano poi così alti. L'acquisizione di qualsiasi risorsa degna di essere acquisita comporta un costo. La cartamoneta cosa molto poco da produrre e ha distrutto così tanto per tanti secoli. Tutte le lamentele sui costi dell'estrazione di bitcoin dovrebbero essere considerate alla luce di ciò.

giovedì 18 gennaio 2018

IL BITCOIN HA FATTO GIOCO AL “SISTEMA” DOLLARO.


Spero che, con le menti degli entusiasti diventate un po’ più fredde, si possa correggere qualche idea senza essere subissati da insulti  di gente con la bava alla bocca che urla:  cretino, non sai di cosa  parli! Non conosci  i misteri gloriosi  del blockchain, quindi sei vecchio! La moneta digitale sostituirà quella degli Stati, che è moneta fiat creata dal nulla!  Saremo liberi!
Adesso cominciamo distinguere  fra la moneta “fiat” emessa dal sistema attuale e la natura “fiat” del Bitcoin. Oggi, vige la “Moneta-credito”: il 98 per cento della creazione monetaria è creato dalle banche indebitando il prossimo: le famiglie, noi e voi, le imprese, gli Stati. Quando la  BCE crea moneta, si fa’ dare dagli Stati i loro Buoni del Tesoro, che danno interessi. Quando la  banca privata fa  un mutuo  al lavoratore, indebita il lavoratore, che comincia a pagare gli interessi fin dal primo momento.
Spero che ormai   sia noto ai lettori che  la banca sta creando denaro dal nulla; quello che dà al  lavoratore, non è denaro che ha in cassa,  sotto forma di depositi del risparmiatori; è una mera scrittura  contabile. Ma quel denaro “vuoto” viene riempito dagli interessi che paga il debitore, i milioni di debitori, Stati compresi.
Dunque, la moneta “fiat” del sistema attuale, benché basata sul trucco  (“La banca lucra gli interessi su tutto il denaro che crea dal nulla”, Enciclopedia Britannica), è pur sempre “appoggiata” a un valore reale: gli interessi che  l’intero mondo produttivo paga, ossia in ultima analisi il Lavoro (come si dice:  il denaro “comanda” lavoro)  che produce beni veri, cibo, meccanismi,  farmaci….  E  moneta “fiat” nel senso che l’euro o il dollaro non hanno il loro attivo dentro di sé, ma lo  ricevono dai debitori, che possono   anche diventare insolventi.
La sola moneta che ha il suo attivo dentro di sé,  è l’arcaico oro. L’argento. O le materie prime non deperibili.
Il Bitcoin non  è una moneta “fiat” nello stesso senso.  E’ un po’ più “fiat” delle monete attuali  a corso legale,  perché non c’è nessun debitore che sta pagando gli interessi al mondo digitale. Il valore del Bitcoin (e altre valute digitali) non è appoggiato  a nulla di reale. Il suo valore aumenta solo in funzione della  domanda e dell’offerta, ossia sul “desiderio” di arricchirsi e  sulla manipolazione del desiderio.
Lo so che –  come urlano i veri credenti – la offerta del Bitcoin è limitata in modo inerente,  oltre un tanto non  se ne potranno “estrarre” di più, mentre la “domanda”, il desiderio, è senza limiti.  So che ciò fa aumentare  il prezzo del Bitcoin. Un mese fa, grandi esperti ritenevano possibile che raggiungesse i 30 mila dollari. Non lo escludo nemmeno adesso.
Voglio solo far notare che, essendo il volume delle transazioni   scarso,  è facile – per chi ha i mezzi –  manipolare i corsi intervenendo sul mercato digitale per acquisti e vendite. Chi ha i mezzi?  Per esempio quelli che detengono miliardi di denaro sporco da riciclare. Ma anche degli Stati. O i loro servizi.
Qualcuno ha scritto che il Bitcoin è “una psy-op  della CIA”. Personalmente, penso che non lo sia stato subito, da principio.  Ha cominciato ad interessare “la Cia” (o la Fed, e la BCE), ritengo, dal 2016 – l’anno  in cui i  creatori di moneta-credito hanno capito che “stampare” non bastava più. Che gli “stimoli” creati dalle banche centrali inondando le banche di denaro a tasso zero (però sempre a prestito) non avevano gli effetti attesi, ossia la “crescita”, ma accentuavano i fenomeni che lo “stimolo”  si presumeva dovesse curare.
Oro (giallo) e Bitcoin (blu). 
Per esempio: le banche,  i grandi tycoons, gli arricchiti della scena mediatica come Zuckerberg e Bezos, il gigantesco sistema degli speculatori,  s’indebitano a tasso zero dalla banca centrale e come lo usano? Per comprare le azioni proprie. Una spesa del tutto improduttiva, che ha un vantaggio per loro: fa aumentare il prezzo delle azioni, e quindi il “valore” delle ricchezze che questi detengono.
La splendida crescita di Wall Street è avvenuta così, con denaro a credito a  tasso zero fornito ai ricchi dalle banche centrali.  Una bolla.    Per la Federal  Reserve,  niente di male: perché  “il rialzo del 25% della Borsa americana compensa parzialmente il deprezzamento del 15% del dollaro” – che rimane una valuta desiderabile nonostante il deprezzamento, perché se l’hai ricevuto a tasso zero e l’hai  investito a Wall Street, hai pur sempre un   ritorno sui tuoi “investimenti” del 10 per cento – che è  il livello  del rendimento ottenuto in Europa dagli speculatori in euro, che si è apprezzato.

Per non  far rivalutare l’oro , convergere la domanda sulle cripto

Il punto è se la bolla finanziaria di Wall Street scoppia, o se la Fed deve   cessare di gonfiarla,  riducendo il suo “quantitative easing”.   Perché a questo punto,  alla  speculazione diventa chiaro che le conviene indebitarsi (a tasso basso) non più per comprare azioni, bensì ORO. La sostanza reale, limitata in quantità,che ha il suo attivo dentro di sé.  Ciò farebbe rialzare  alle stelle  i corsi dell’oro, oggi manipolati al ribasso, e  sarebbe la campana a morto per il sistema di moneta-credito su cui si basa il trucco bancario  fondamentale, il prestare denaro che non ha.
E qui,secondo me, il Sistema ha cominciato a  interessarsi al Bitcoin.  Si tratta  di  deviare i miliardi di denaro creato dal nulla non verso l’oro, ma verso un altro oggetto di desiderio,   brillante ma meno pericoloso  per loro.   Da quel momento un  simpatico esperimento per  il divertimento intelligente di esperti  digitali,  ha cominciato ad aumentare di prezzo – in modo prodigioso, incredibile. In un mondo finanziario assetato di rendimenti e capital gains, una tentazione irresistibile per chi ha miliardi di dollari – ma presi a prestito, che dovrà restituire alla FED (in teoria).
Come hanno fatto? Ritengo   – perché sia chiaro, sto facendo un’ipotesi – che si debba puntare l’occhio sul fatto che, ad un certo momento, qualcuno ha cominciato ad acquistare Bitcoin dando in cambio dollari o euro o yuan o yen.  Ossia denaro “reale” per una moneta che fino al quel momento si scambiavano sul web degli appassionati, per gioco. Dico “reale” la moneta fiat che però puoi usare per comprare l’auto, una vacanza alle Maldive, un appartamento.
Chi c’è  dietro a questi  misteriosi “Exchange” che, senza esitare, ti cambiano (o  ti cambiavano)   la tua frazione di Bitcoin in un bel pacchetto di euro?  La  malavita, rispondono alcuni. “La Cia” è  una possibile risposta che comprende la prima.  La  gente piena di desiderio non ha più pensato di indebitarsi per comprare oro, ma Bitcoin – ed ha fatto soldi “reali”, pure.
  • Per cifre relativamente piccole. Chi poniamo  aveva “guadagnato” un milione in Bitcoin, non se lo è fatto cambiare integralmente. Lo “Exchange” gli ha fatto una carta ricaricabile  con 20 mila euro.  O  anche  un bonifico da 100 mila con cui ha comprato un SUV. Ma  il grosso, il detentore di bitcoin se lo è tenuto, anche perché aumenta, e lui ogni giorno diventa più ricco (sul web).  E’ però  sempre nelle grinfie del credito frazionale,  perché se tutti i detentori andassero a cambiare i loro Bitcoin e pretendessero i 15 mila dollari del loro “valore” di vertice, si vedrebbe che gli Exchange non hanno i soldi. E il valore calerebbe tragicamente.

La Bitcoin Bank ha smesso di cambiare le cripto-valute in dollari

La Metropolitan Bank, che è Morgan Stanley.
Infatti.  Il 15 gennaio scorso, una banca quotata a Wall Street, “la Metropolitan Bank Holding Corp (NYSE:MCB), una delle più dinamiche degli Stati Uniti, detta “The Bitcoin  Bank”  perché fino ad oggi utilizzata dalle società specializzate  nelle cripto-monete e dalle società d’investimento per realizzare operazioni di trasferimenti e depositi, “ha cessato immediatamente tutti i  trasferimenti internazionali coinvolgenti cripto-valute”. Così, di punto in bianco. E non solo: “Non si sa quel che succederà dei  Bitcoin che i clienti hanno nei loro portafogli … I fondi degli investitori non saranno restituiti”.
https://coin24.fr/2018/01/16/metropolitan-bank-a-decide-de-cesser-virements-internationaux-lies-aux-crypto-monnaies/
Magari è per questo che il valore dei Bitcoin è così brutalmente crollato. E la Banca si tiene pure i soldi dei clienti, anche quelli “fiat” ma  “reali”.  E’ illegale? Eccome no. Ma provate a chiamare la polizia, a rivolgervi a un tribunale per farvi restituire i soldi.  Da vostri conti digitali che lo Stato non conosce, in una moneta che lo Stato non riconosce. Era il gran vantaggio delle cripto valute, poter fare a meno dello Stato, liberarsi dalle pastoie fiscal-burocratiche della sovranità.  Adesso si vede che il Bitcoin  è fuori anche dagli apparati che impongono, bene o male,  la giustizia. Il Bitcoin è fuori dalla legalità.
Ma è stata prosciugata la liquidità creata dal nulla a credito, che  minacciava – abbandonata la Borsa – di investirsi in valori reali, come l’oro.  “La CIA”  ha sventato  il vero pericolo per il sistema del credito frazionale, dove “la banca lucra gli interessi dal denaro che crea dal nulla”.  Adesso, vedremo cos’altro si inventeranno per ritardare  il collasso  della pseudo-moneta. Ossia  del sistema “basato su piramidi di debiti accumulati l’uno sull’altro in equilibrio instabile”,  come diceva il Nobel Maurice Allais.  Dove basta che uno cessi di pagare gli interessi sul suo debito ormai impagabile, per far crollare tutto.


la Svizzera  voterà per la Moneta Piena

Allais, come già il grande Irving Fisher  contro la Depressione  1929-39, proponeva la “Moneta Piena”. Ossia: togliere alle banche il potere di creare moneta dal nulla indebitandoci –  obbligarle a non prestare nemmeno un soldo in più dei depositi che hanno in cassa e “restituire allo Stato, e allo stato soltanto, il potere di creare moneta”.
Naturalmente questo non piace né al Sistema, né ai credenti nel Bitcoin, che sono anti-Stato.
In Svizzera  un  referendum popolare che vieti alle banche private di creare denaro si dovrà tenere   nel 2018.
http://www.iniziativa-moneta-intera.ch/
Non si  sa ancora la data. La Banca  centrale elvetica ha   già messo in guardia  i ciittadini con i soliti argomenti storicamente usati contro la  Moneta Piena. Ma uno mi sembra più  fondato: “La Svizzera avrebbe un sistema finanziario non dimostrato che sarebbe fondamentalmente diverso da quelli di tutti gli altri paesi”, ha detto il presidente della banca centrale Thomas Jordan. La Svizzera non è abbastanza grande e potente per sottrarsi al Sistema  globale, che la punirebbe spietatamente per aver rivelato   il Trucco  Fondamentale.  Aspettiamo la Cina con lo yuan convertibile  in oro.

mercoledì 17 gennaio 2018

La solita storia

Bitcoin & Co. sotto assedio: bruciati $200 miliardi di capitalizzazione

 
Continua l’ondata di vendite che nelle 24 ore ha colpito il mercato delle criptovalute: ieri il Bitcoin è arrivato a perdere fino al 25% finendo per pochi minuti sotto quota 10.000 dollari. Il prezzo è dimezzato rispetto al livello record raggiunto soltanto un mese fa. Ma la fase di realizzi ha colpito indistintamente tutte le maggiori valute digitali con perdite a due cifre. Per citare le principali: Ethereum ha perso il 30%, tornando sotto quota $1.000 mentre il Ripple è sceso sotto la soglia di $1.
Complessivamente, secondo Coinmarket, nelle ultime 24 ore sono stati mandati in fumo $200 miliardi di capitalizzazione di mercato. Questa mattina, intorno alle ore 8, il mercato complessivo delle valute digitali valeva 653 miliardi di dollari.
Le uniche due monete a essersi salvate dalla pioggia di vendite sono Tether, che nelle ultime 24 ore ha segnato un rialzo del 3%, e Paragon, moneta digitale legata al business della cannabis con cui si possono affittare scrivanie, uffici e sale conferenza (Paragon Space) in cambio di token, che ha fatto un balzo dell’800%.
Il mercato delle criptovalute sconta sempre le notizie provenienti dall’Asia. Il vice Governatore della banca centrale, Pan Gongsheng, sostiene che le autorità dovrebbero vietare il trading centralizzato (ovvero lo scambio su piattaforme come Coinbase) delle criptovalute, di cui il Bitcoin è la più importante. A darne notizia è Reuters, basandosi su un memo inviato dal vice Governatore a un incontro tra gli organi di controllo su Internet.
Le cautele di Pechino fanno eco a quelle di Seul. La Corea del Sud ha infatti annunciato nei giorni scorsi di avere in programma una legge per impedire il trading di criptovalute come il Bitcoin e arginare così il rischio speculativo e di truffe, anche se il governo si è mostrato molto prudente al riguardo e non ha fatto ancora nulla di concreto.

 

Questo è un articolo tratto da Wall street italia,e come da me ,in precedenza sottolineato,ora è il momento di lasciar perdere le criptovalute,perchè da quando è entrata la finanza speculativa,i risultati sono questi,bisogna aspettare e comprare bassi per poi vendere alti.